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sabato 12 maggio 2012

Il segreto della felicità (terza classificata saggio)



La felicità, che tema difficile da trattare!
Che cos’è la felicità? Beh, quando mi si pone davanti questa parola, subito mi viene in mente un bimbo che gioca, perché nei bambini è più facile trovare la felicità: gli regali un giocattolo, un fiore, un abbraccio e loro si sentono pieni di gioia.
Ecco, la contentezza la si trova nelle piccole cose; ma questo, forse, i grandi, anche se sono stati bambini, non lo capiscono più, trovano la gioia nelle cose materiali; che poi tutti si è felici quando si riceve un regalo tanto desiderato, ma penso che la felicità la si trovi dentro di noi.
La si dovrebbe tenere sotto braccetto, ben stretta senza lasciarla mai andare perché ho capito che nella vita essere felici è un privilegio di pochi.
Forse è per questo che i grandi sembra abbiano rinunciato a trovarla nelle piccole cose. Sono troppo impegnati, hanno troppi pensieri e ormai i soldi sono la loro felicità; ma poi quando li trovano si rendono conto che, forse, quando si erano chiesti che cosa fosse la gioia, avevano pensato alla risposta sbagliata.
Invece i bambini, senza troppe preoccupazioni, trovano contentezza ogni giorno con un amico, una caramella…
Tutti hanno il diritto alla felicità, viene ribadito nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, e tutti hanno il diritto di trovarla come meglio credono.
Il segreto della felicità… Sembra una cosa grande e credo che rimarrà sempre un segreto perché è un’emozione che puoi trovare solo ed esclusivamente in te stesso, nonostante i problemi della vita.
Molti pensano di avere gioia facendo ciò che vogliono: andando contro la legge, contro lo Stato… insomma, divertendosi senza alcuna regola, ma non è così, non è far solo ciò che si vuole che ti donerà gioia, ma sicuramente voler sempre ciò che si fa ti renderà migliore e ti strapperà un sorriso, dato che hai raggiunto un tuo obiettivo.
Valeria Morra
Classe IIIA
Anno scolastico 2011/2012

Il tesoro della felicità (seconda classificata saggio)



Essere felici per qualcuno in questi tempi è un’impresa impossibile. In effetti con la crisi sembra che, oltre ai soldi, sia volata via anche la felicità. E qui ci si sbaglia perché la felicità è una scelta continua e la si trova non in assenza di problemi, ma la si trova nonostante i problemi. È possibile che non ci sia più la serenità, ma la felicità c’è sempre.
Facile dirlo. Ma come si può essere felici? Essere felici è apprezzare ogni cosa e cercare di essere in armonia con gli altri.
Alcuni psicologi affermano che la felicità è ottenere la stima delle persone. Per quanto mi riguarda non è così, i momenti migliori li ho vissuti con la consapevolezza di avere l’approvazione di pochi, andavo contro corrente ed ero felice.
Altri affermano invece che, se avessero i soldi, avrebbero la felicità; per questo spendono decine di euro sperando di vincere al Superenalotto.
Ognuno è libero di pensare e fare ciò che vuole, ma la felicità, come si sa, non ha prezzo, spesso addirittura è chi ha meno che la possiede.
E a volte ci si domanda: io ho tutto e non sono felice. Come mai chi ha avuto meno fortuna lo è? Probabilmente è proprio perché, non avendo niente, ogni cosa ha un valore maggiore.
Nell’articolo 3 della Costituzione Italiana è scritto che ogni cittadino ha il diritto al “pieno sviluppo della persona umana”, vale a dire che la dignità di ogni uomo è tutelata in ogni aspetto e dunque, in un certo senso, è tutelata anche la felicità.
Nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti si dice che tra i diritti inalienabili degli uomini vi è il diritto alla RICERCA DELLA FELICITÀ. Un diritto un po’ insolito, ma molto importante dopo secoli di sfruttamenti.
Un giorno mi chiesero perché siamo al mondo: io dissi un sacco di parole vuote senza dare una risposta; solo molto tempo dopo mi accorsi che l’unica risposta è “SIAMO AL MONDO PER ESSERE FELICI”.
A prescindere dal credo, noi siamo qui, che qualcuno lo voglia o no, siamo qui e il tempo per trovare la felicità personale non è infinito e non conosciamo il giorno in cui scadrà il tempo, proprio per questo dobbiamo metterci al lavoro e ricordarci che la “CACCIA AL TESORO” è una lotta contro il tempo, ma non è una corsa, anzi, il tesoro lo trova chi è in grado di fermarsi ed assaporare le piccole meraviglie del nostro percorso.
Chiara Amparore
Classe IIIA
Anno scolastico 2011/2012

LA VITA NON SI PUÒ ODIARE!!! (primo classificato saggio)



Dopo l’ennesima notizia a caratteri cubitali: “Padre accoltella figlio, poi si toglie la vita!”, troppo turbato lascio la colazione a metà, prendo carta e penna e inizio a scrivere …
Perché? Cosa può spingere un genitore ad accoltellare un figlio? Fino a che punto si è disperati per odiare la vita, ammazzando innocenti e addirittura se stessi ?!
Sicuramente io non ho questa risposta (in realtà non riescono a spiegarlo neanche i più grandi criminologi e psicologi); di una cosa sono certo, che queste persone hanno il sorriso malato o addirittura non sanno cosa vuol dire essere felici, ridere e scherzare.
Che cos’è la felicità?
Per me la felicità è una cosa soggettiva, a seconda dell’età di ogni persona si è felici di cose diverse, come mia sorella è felice quando invita delle amiche a casa, invece i miei genitori sono felici quando il lavoro va bene, ma mia madre è felice anche solo quando la sua classica torta esce dal forno con un profumo invitante.
Io sono felice quando faccio un goal a calcio, quando la verifica di geometria va bene (più contenta mia madre) o quando “prendo in giro” un amico interista dopo l’ennesima sconfitta.
Sento spesso alla tv che la vita è bella ma anche molto dura perché c’è crisi; io però non so cosa voglia dire sto benedetto SPREAD!!?! Ma penso che se il giornalaio sorridesse di più venderebbe più giornali; se in un tamponamento invece di scendere dalla macchina e insultarsi uno compilasse il foglio delle assicurazioni molto calmo, tutto andrebbe meglio.
Mi ricordo ancora le parole di mio nonno che andò in guerra: “Voi non sapete quanto siete fortunati, non abbiate mai da vedere quello che ho visto io!”. Probabilmente il succo del discorso è proprio questo, che bisogna accontentarsi, apprezzare ed essere felici di ciò che si ha!!!
Sono pochi i veri e gravi problemi della vita, tutti gli altri sono solo complicanze, paure e “cose” che ci creiamo noi, ma risolvibili, con pazienza, umiltà, voglia di fare e forse pensando che nei confronti della vita abbiamo doveri e non solo diritti!
Mi piace credere alla vita come una frase della canzone di Emma Marrone: “Non comprendo come sia possibile pensare che sia più facile morire …”!
Francesco Pagge (2^B)