mercoledì 9 aprile 2014

Cronaca di una partita (di Giorgio Gai)


Era una bella mattina di sabato e l’allenatore delle "schiappe" si alzò come sempre col sorriso sulle labbra, sapendo che avrebbe passato un'altra bellissima giornata a allenare il suoi allievi.
Come sempre incontrò i suoi allievi nella palestra peggio attrezzata del mondo e come al suo solito iniziò a fare allenare i ragazzi con esercizi senza senso facendoli lavorare come dei muli da soma.
Erano costretti ad allenarsi con un pallone bucato dato che il comune non aveva abbastanza soldi per comprarne uno nuovo.
A fine allenamento fece radunare i ragazzi per terra seduti sulla polvere e lo sporco e iniziò a dire: <<Domani avremo la partita contro i "perdenti", spero che almeno contro di loro riusciremo a vincere>>.
Il pomeriggio seguente si incontrarono in palestra e salirono sul pullman fracassato della squadra fino a arrivare al campetto dove si sarebbe svolta la partita. Lì c'erano solo due spettatori: una mamma che tifava come una pazza per suo figlio, un bambino mingherlino che aveva paura del pallone, e un barbone che si era accampato lì.
L’allenatore della squadra fece radunare i suoi allievi e iniziò a dare consigli, invece l’allenatore avversario era al bar a bere un caffè.
La partita iniziò e la mamma del bambino prese a gridare come una pazza, distraendo tutti; invece l’allenatore delle "schiappe" gridava suggerimenti insensati come un matto. Un ragazzo della squadra avversaria tirò il calcio di inizio perché aveva barato a fare bim bum bam e, così facendo, fece finire la palla in faccia alla mamma che cadde dagli spalti come un sasso, il pallone rimbalzò e finì dentro la rete delle "schiappe" facendo segnare i "perdenti".
Il portiere delle "schiappe" tirò il pallone scivolandoci sopra e facendolo andare in faccia a un membro dei "perdenti", intanto il loro allenatore stava provando a rimorchiare la mamma del bambino dopo averla aiutata ad alzarsi.
La partita era quasi finita ed erano in parità per 1 a 1 quando un membro delle "schiappe" fece autogol tirandosi dietro l’ira di tutti, poi suonò il fischio di fine.
Negli spogliatoi mentre i ragazzi delle "schiappe" parlavano tra di loro arrivò l’allenatore che disse: << Ho scoperto perché siamo ultimi in classifica….. non sappiamo giocare>>.




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