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domenica 17 maggio 2015

Medio Oriente

I paesi del Medio Oriente si trovano in Asia tra il Mediterraneo, il Golfo Persico e il Mar Rosso. Sono in maggioranza di religione musulmana e di etnia araba.


Il paese più importante della regione è l'Arabia Saudita, sede della Mecca, città santa dell'Islam, dove milioni di pellegrini vanno almeno una volta nella vita.



Gli altri principali stati arabi veri e propri sono:

  • Siria
  • Iraq
  • Libano
  • Giordania
Ovunque la religione professata è l'Islam. 
Nel Medio Oriente ci sono altri stati islamici, ma non arabi, come:
  • Turchia
  • Iran
  • Afghanistan
Ciò che accomuna questi paesi sono le più grandi riserve di petrolio grezzo del mondo che essi possiedono. Grazie ai giacimenti, questi stati si sono molto arricchiti, però questa ricchezza è andata principalmente agli sceicchi e alle classi dirigenti, lasciando il popolo nella disoccupazione o con redditi molto bassi. Gran parte di queste ricchezze è andata anche alle compagnie petrolifere statunitensi che hanno dotato questi paesi di personale tecnico e attrezzature.


Il popolo arabo si sente sfruttato dall'Occidente e dalla loro classe dirigente alleata degli USA. Questi due sono diventati i loro nemici principali. Si è così diffuso il terrorismo fondamentalista per imporre le leggi del Corano a tutti. Tra i principali gruppi terroristici ci sono Al-Qaeda, che ha abbattuto le torri gemelle di New York, e l'ISIS, combattento islamici fanatici che vogliono diffondere in tutto il mondo le leggi della Shari'ah.


Un altro grave problema del Medio Oriente è lo stato d'Israele, dove è in corso un decennale conflitto tra islamici palestinesi ed ebrei.
2000 anni fa gli ebrei emigrarono in massa verso l'Europa e i musulmani, circa 1300 anni fa, occuparono la Palestina.  Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista, con l'aiuto dell'Inghilterra, tornarono alla loro terra d'origine e alla loro città santa (Gerusalemme), allora colonia inglese.


Gli ebrei comprarono sempre più terre dagli arabi, suscitando l'ostilità del popolo palestinese. Nel 1948 gli ebrei proclamarono lo stato d'Israele e da allora non sono cessati i conflitti tra Israele e i paesi islamici confinanti (Egitto, Siria, Libano, Giordania). I palestinesi hanno fondato l'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) per ottenere il riconoscimento di un loro stato indipendente in terra palestinese.



"La malora" di Beppe Fenoglio (seconda parte)


La moglie di Tobia si ammala, inizia ad avere una forte emorragia e non può più fare le faccende di casa così Tobia è costretto a prendere una "servente" per sostituire il lavoro che faceva sua moglie.
La nuova serva si chiama Fede ed essendo una ragazza giovane attira subito l’attenzione degli uomini di casa; i figli di Tobia e Agostino iniziano a corteggiare Fede, ma lei tramite piccoli segnali fa capire ad Agostino di essere interessata a lui. Un giorno mentre i figli di Tobia, Agostino e altri stavano svolgendo dei lavori Fede porta a tutti acqua e aceto, mentre ad Agostino dà del vino e lui se ne accorge.
Quando Tobia va ad Alba Agostino va con lui e compra a Fede un profumo, e un giorno si danno appuntamento dietro la cascina per parlare un po’.
Iniziano a programmare tutta la loro vita futura, Agostino chiede a Fede di sposarsi e lui pensa di licenziarsi da Tobia e lavorare come mezzadro per guadagnare un po’ di soldi e metter su famiglia. Agostino pensa che finalmente ha un po’ di fortuna e la sua vita sta prendendo la giusta piega.
Però un giorno arriva a casa di Tobia il padre di Fede che la porta via perché l’hanno sposata con un suo parente, una persona non troppo brava. Agostino deluso decide di tornare a casa sua perché quei luoghi contenevano troppi ricordi. Torna a casa da sua mamma, riesce a prendersi quel pezzo di terra rimasto perché Stefano se ne va.

Emilio, il fratello minore che era andato in seminario, muore di tisi.


martedì 5 maggio 2015

Un altro muro. Racconto di Beppe Fenoglio

Un altro muro
Max, un giovane soldato partigiano viene catturato dai fascisti e in cella incontra un altro partigiano, chiamato Lancia.
Max camminava davanti ai soldati, arrabbiato con i suoi amici perché l’avevano convinto a fare il partigiano,  pensava che l’avrebbero fucilato, e perso in questi pensieri arrivò al carcere. Arrivato ad una porta scese le scale e arrivò in un corridoio poco illuminato e freddo. Lo chiusero in una cella e solo dopo che ebbero chiuso a chiave la porta si guardò intorno, faceva freddo ed era buio; ad un certo punto intravide una figura umana che gli chiese se anche lui era partigiano e se gli era andata male come a lui.
Si misero tutti e due davanti ad una botola che li illuminava un po’ e Max notò che quel ragazzo era stato picchiato; iniziarono a parlare e Lancia, così si chiama il ragazzo, gli chiese perché non l’avevano picchiato e pensò che avesse confessato tutto. Max gli disse di no e Lancia gli chiese a che brigata apparteneva.
Dato che Max apparteneva ai Badogliani Lancia gli disse che era fortunato e che i preti facevano di tutto per salvare i Badogliani e invece per i Garibaldini, ai quali apparteneva Lancia, nessuno faceva niente. Max si irritò e gli disse che ne avrebbero riparlato quando sarebbero stati tutti e due al muro pronti per essere fucilati.
Lancia disse a Max di smetterla di fare domande e gli disse che per lui era un male averlo come nuovo compagno di stanza. Detto questo Max si sedette sulla paglia e iniziò a fissare Lancia e a pensare che li avrebbero fucilati insieme.
Lancia domandò a Max cosa gli aveva detto il maggiore e Max gli rispose che gli aveva detto che se quella stessa sera avesse perso a poker l’avrebbe ucciso. Lancia disse che l’avevano detto anche a lui e che a un suo conoscente, chiamato Fulmine, gli era stata detta la stessa cosa e che l’indomani fu ucciso.
Max chiese se davano da mangiare e se avrebbero potuto uscire e la risposta di Lancia fu che davano da mangiare e che non si poteva uscire. Poi aggiunse che nonostante tutto a lui non faceva più nessun effetto quella clausura perché preferiva essere rinchiuso piuttosto di non vedere il mondo come voleva lui.




A metà mattina i due sono fatti uscire dalla cella e vengono condotti verso il cimitero attraversando la città per mezzogiorno quando la popolazione è in casa per pranzo e oltre a questo i soldati che spingendo di corsa i prigionieri iniziarono a cantare per coprire i tentativi di Max di gridare per denunciare alla gente di Alba le fucilazioni repubblicane. Giunti la cimitero, sono messi faccia al muro ma dopo gli spari Max è ancora vivo, mentre Lancia è a terra in un bagno di sangue. Il capo del plotone gli dice poi che gli era stato fatto il cambio grazie ad un prete.


sabato 28 febbraio 2015

Un'avventura allo zoo (Valentina Saluzzo)


-Ciau Matty
-Ciau Jenna J

-come va?
-bn e te?

-bene grazie.
- k fai di bello oggi?

-vado allo zoo tu?
-Anke io!! Ci incontreremo 
allora!

-Si che bello!!
-ti piacciono gli zoo
Jenna?

-si molto e a te?
-sii. Scusa Jenna vado a
prepararmi ci vediamo la        
allora ciauuuu ;)

-ciau Matty a dopo! J

-Jen dv 6?

-alla foresta dove si trovano le scimmie.
- ti raggiungo subito!

- a tra poco. Ps, c’e una persona

strana che mi insospettisce.

Sono sola vieni subito ti prego!
-arrivo!


-Matty! Vieni subito!
-eccomi sn dietro
l’albero a est. Sto
arrivando!

-stai dietro l’albero! Non venire qui.

Osserva l’uomo con il cappello rosso.

 Guardalo bene senza farti notare.

Non ti sembra sospetto?
- oddio Jenna! Che ha                 
nella tasca destra?
Io da qua non vedo                          
 abbastanza bene,
ma posso intuire…

-appunto per quello che mi

insospettisce. A me sembra una

pistola! È una pistola! Matty!! -_-
-se ne sta andando! Svelta                         
Jen inseguilo! Nn farti
beccare!

-okay! Non raggiungermi!

Stammi lontano così sarà

più facile tenerlo d’occhio.
- okay.


-Matty dove sei?
           - sn esattamente
dietro quel tipo. Nn mi               
sembra una bella        
persona. X nnt!

- Che fa?
- parla al tel cn un
certo Jake Rosati

- lo cerco su internet aspe.
-okay

 

-eccolo! Questo è Jake Rosati

serial killer ricercato! Cerca

di scopri il nome del nostro

sospetto.
-oddio Jenna. Il nostro                
sospetto si chiama Collin.
Il cognome nn lo so.

-continuiamo a seguirlo!
-okay

-Jenna qll’essere sta                
avvelenando le        
    tartarughe giganti! Le     
sta ammazzando 
tt. Sn a rischio di           
estinzione cavolo!

-Matty, collin mi ha notata, mi ha

vista. Corri dalle guardie del parco

 avvertile di tutto. Sto scappando

da lui!
-Oddio! Vado subito
-Jen? Ci 6?
-Jen??????????


-Matty! Vai dalle guardie e

digli che sono legata dietro

il recinto delle tigri corri!!

Sta avvelenando anche loro

 e tra poco lo farà anche

con me!
       -stanno arrivando!


-Grazie Matty per avermi salvata!
-prego! Abbiamo                       
salvato gli animali              
insieme!

-si! Te ne sarò grata per sempre!

Ti voglio bene. Vado a dormire.

Notte J
-Notte Jenna <3

La casa nuova (Valentina Saluzzo)

La casa nuova

È un bellissimo giorno di luglio, il 23 luglio e stiamo andando nella nuova casa comprata da mio padre.

La nostra vecchia casa era troppo piccola per la mia numerosa famiglia… non avevamo più spazio e così siamo stati costretti a trasferirci.

Io sono Mia, la terza di cinque fratelli, la mia famiglia, come ho già detto  è molto numerosa; la primogenita è Chloë, poi c’è Alex, poi ci sono io, e poi i gemellini Denny e Jacob.

La mia vecchia casa un po’ mi manca, ma non è quello il vero motivo della mia tristezza nell’aver lasciato Springs Hill, in Florida, il vero motivo è che mi mancherà la mia scuola, i miei amici, le spiagge sempre assolate e i tramonti sul mare. Cerco di valutare i pro e i contro della situazione mentre sono in viaggio per Indianapolis  in Indiana; i pro sono che avrò una villa grande con piscina e che potrò avere cavalli cani e gatti nel mio grande giardino, conoscerò nuovi amici e andrò in una scuola più prestigiosa di quella in cui andavo, i contro sono che non vedrò più i miei amici, la mia scuola e le spiagge in cui sono cresciuta.

Mi sono persa in questi pensieri per ore e ora che sono arrivata non sto più nella pelle!!! Voglio vedere la mia nuova casa!!

Il giardino è meraviglioso, la piscina è enorme e la casa è di un bianco abbagliante. Entro nella grande casa e rimango a bocca aperta per lo stupore… tutti i mobili sono al loro posto lucidi e in ordine. Salgo le scale alla ricerca della mia camera. Entro e per poco non svengo dalla felicità, questa è la camera che ho sempre sognato, con la cabina armadio un letto enorme pieno di cuscini e carta da parati alle pareti, parquet sul pavimento e un meraviglioso tappeto zebrato di pelliccia con sopra un puff rosso a forma di cuore.

prima notte…

Caspita che incubo che ho avuto!! Ero in una casa senza porte né finestre e il pavimento sembrava volermi spiaccicare contro il soffitto. Nell’attimo precedente al mio spiaccicamento una voce profonda mi ha detto: <<io sono il tuo assassino, sei alla fine>>, poi sono morta spiaccicata.

Che sogno terribile, meno male che è una finzione!! Non sono più riuscita a dormire.

Oggi è il mio primo giorno di scuola, chissà come sarà.

Entro nella mia classe, una ragazzina dai lunghi capelli neri e dagli occhi di ghiaccio mi dice: <<Ciao! Sono Jessica, puoi sederti vicino a me se ti va, tu come ti chiami?>>

<<Mia, piacere!>>

<<dove abiti?>> mi chiede.

<<abito nella villa bianca in north college Avenue, la casa numero 45. Te?>>

<<New York street, casa numero 36, tu invece abiti in quella casa con la piscina? Quella con un immenso giardino?>>

<<sì, proprio quella>>

È sbiancata e se n’è andata; non capisco il perché della sua reazione… boh.

Le lezioni sono finite e finalmente rivedo Jessica. Le vado incontro per chiederle spiegazioni e le dico: <<perché prima hai avuto quella reazione?>>

<<perché… beh…la tua casa…>>

<<che ha la mia casa?>>

<<nulla>> mi dice e se ne va.

Torno a casa e medito, faccio i compiti e esausta vado a dormire.

Seconda notte…

Cavolo un altro incubo! Che paura stavolta! Ero in un ospedale e uno zombie mi stava prendendo a coltellate e nell’attimo prima della mia morte la stessa voce profonda ripeteva <<io sono il suo assassino, sei alla fine>>. Il fatto è che non era la zombie a dirlo, ma una persona che non si vedeva, che non c’era nel sogno, era una voce familiare, l’avevo già sentita altre volte ma non riesco a capire a chi appartiene.

Un altro giorno di scuola è iniziato e cerco di fare amicizia.

Una ragazza di nome Marianna si avvicina a me e dopo averla conosciuta le chiedo: <<quella ragazza, Jessica, è strana! Ieri mi ha chiesto dove abitavo e dopo avergli detto che abito nella villa bianca nella north College Avenue è scappata e se n’è andata senza parlarmi più. Non capisco il perché della sua reazione!>>

<<Beh, io, io non so perché ha reagito così, ma so che ci sono strane leggende riguardo a quella casa. Non ne so molto, forse Jessica ne sa molto più di me in questo argomento; nessuno conosce a fondo Jessica perché è un tipo strano, in quanto alle leggende, beh qualcosa ne so, ma Jessica ne sa più di tutti. Questo è sicuro>>

<<quali leggende ci sono?>> inizio a spaventarmi.

<<si dice che circa 14 anni fa, circa un anno prima della nostra nascita, in quella casa vivevano due coniugi e un labrador retriver. Erano una famigliola felice, la donna aspettava una bambina che doveva essere meravigliosa, proprio come i suoi genitori. Ma un giorno, la donna comprò una bambola di pezza, era il misto dei genitori aveva i capelli neri come il papà e gli occhi color ghiaccio come la mamma. Loro si aspettavano che la figlia fosse proprio come quella bambola, graziosa ma allo stesso tempo forte.

Quel che non sapevano era che la bambola nascondeva un enorme segreto, un segreto che nessuno seppe mai svelare, che nessuno scoprì mai.

Giorni dopo l’acquisto della bambola il marito cadde in una strana forma di depressione e iniziò a tremare quasi come avesse il morbo di Parkinson.

La donna lo portò dai dottori ma loro gli dissero che non ci sarebbe stato nulla da fare e che la sua ora era vicina. In preda alla disperazione la giovane coppia si rinchiuse in casa. L’uomo iniziò a diventare violento, menava la donna causandole ferite e lesioni gravi; si dice che fosse posseduto da qualcosa.

Passarono così due mesi e giunta al nono mese di gravidanza la donna partorì una bellissima bambina che era proprio come si immaginavano i coniugi.

Quando la mamma e la figlia tornarono a casa l’uomo era in preda all’ira- era diventato un mostro, per così dire e prese un coltello e la uccise con venti pugnalate al cuore. Era il 20/02/2001.

Nascose poi i suoi resti tra le assi e ricoprì tutto con la carta da parati. Poi scomparve e non si seppe più nulla di lui, né di sua figlia, né del cane.

Dicono che la bambola abbia al suo interno lo spirito inferocito della mamma che si vuole vendicare con chiunque trovi la bambola. E si dice anche che tra le mura di quella casa scorra sangue e che chiunque ci rimanga più di un anno cada nella depressione.>> non so cosa rispondere e le dico: <<Io non ci credo>>

<<come vuoi ma stai attenta>> sono turbata, molto turbata.


Ho passato insonni tutte le notti che sono stata qui.

Penso sempre a quello che mi hanno detto le mie compagne. Anche Annalisa, Matteo, Michelle e Alessio mi hanno detto le stesse cose che mi ha detto Marianna.

Sto facendo un giro nel giardino, ho scorto una cosa in lontananza, vado a vedere. Oh no! No! No! No! È la bambola di pezza! Che faccio ora?! Respira! Respira! Okay beh è solo una leggenda, una leggenda,tranquilla! Uff…

Trentunesima notte…

Mi sono svegliata con la medesima voce che mi ha parlato per tutte le trentuno notti passate qui.

Ma questa volta non ho paura. La voce mi ha detto anche che è intrappolata nei miei sogni e che sono la prescelta.

Questa notte ho sentito anche un'altra voce; una voce femminile che mi ha detto: <<devi rivendicarmi! Io ormai sono dentro di te e farai tutto quello che ti dirò di fare. Tu sei mia! Devi uccidere Jacob e bruciare i suoi resti. Sono stata uccisa.>>

Allora vado ad applicare i miei ordini.

Sto entrando nella camera dei gemelli. Prendo Jacob e lo porto fuori in giardino. A quel punto prendo un coltello e gli trafiggo il cuore. Poi prendo benzina e accendino e gli do fuoco.

Torno nel mio letto e per la prima volta mi addormento.

L’indomani mattina la mia famiglia è in subbuglio. Chiamano subito i carabinieri che iniziano le ricerche, ma io ho seguito alla lettera le istruzioni che mi erano state date e nessuno mi scoprirà!

Sono a casa da sola. Sono le 14.00 e mi annoio. Inizio chissà per qual motivo a volare, sto volteggiando in aria e risento quella voce femminile che mi dice <<vai a tagliare la testa al tuo cane con la motosega e strappagli i bulbi oculari.>>

Vado volteggiando in aria dal mio cane e mentre accendo la motosega gli dico: <<muori stupido cane! Ti odio.>>

Per ampliare la sua sofferenza inizio a tagliarli la testa, ma piano così che posso sentirlo piangere e poi gli strappo i bulbi oculari mentre è ancora vivo. Appena è morto lo sotterro nel giardino dei vicini. <<Ciao bello!>>


Sono passati 2 mesi da quando sono arrivata qua.

Ho trovato nascosto sotto il legno del pavimento della mia camera un vecchio album fotografico. Lo sfoglio e ci sono tante foto della famiglia che abitava qua. Noto però che la coppia non aveva una sola bambina, ma due. Due gemelle diverse. Una con i capelli neri e gli occhi di ghiaccio, l’altra… l’altra è proprio come me. Ha i capelli biondi e gli occhi verdi. La mamma ha gli occhi color ghiaccio e i capelli biondi, il papà i capelli neri e gli occhi verdi. La somiglianza tra me e quella nella foto è notevole. Anche la somiglianza tra Jessica e quella nella foto è notevole. La foto rappresenta due neonate la mamma e il papà felici.

Sento di nuovo la voce femminile

<< io sono la tua vera mamma. Mi chiamo Grace Hudson. Sono morta ormai, tu sei stata adottata. Non ti chiami Mia, ti chiami Margot. E tua sorella è Jessica. È stata adottata anche lei. Si chiama July. Vai da lei e parlale. Non è stato tuo padre biologico a uccidermi. Io non so chi è stato. Scoprilo tu! E rivendichiamo la nostra famiglia.>>

Corro subito a casa di Jessica, o July e le parlo. Le dico tutto. Lei è a conoscenza di tutto. Lei ha la mia bambola, quella uguale a me e dentro di lei regna lo spirito di nostro padre. Anche lui è morto.

Sogniamo la stessa cosa tutte  le notti. E quella voce appartiene a… a… allo zio Mark. Lo zio Mark è mio zio; ma è anche lo zio di Juli. È lui che ha rovinato la nostra famiglia.

Io e July sentiamo la voce dei nostri genitori che all’unisono dicono: <<uccidetelo! Vivisezionatelo.>>

Io e July eseguiamo l’ordine.


Sono passati 5 mesi e la voce della mia mamma biologica mi dice:

<<devi morire. Ucciditi! Anche July deve morire!>>

Ho preso un coltello e me lo sono piantato nel cuore. Ora il mio corpo è per terra e la mia anima sta fluttuando in aria.

Anche quella di july, della mamma e del papà sono qua vicino a me. Facciamo la strage e uccidiamo tutta la mia famiglia e quella di July. È stato bellissimo vedere le loro facce terrorizzate nel vedere le nostre anime fluttuare, e anche vederli soffrire dal dolore è stato stupendo.

Abbiamo rivendicato la nostra famiglia e ora siamo insieme per spaventare e uccidere chiunque vivrà nella nostra casa nel futuro. Muahaha!!

domenica 21 dicembre 2014

Futuro & Tecnologia XIII


Futuro e tecnologia

Loredana andò a lavarsi le mani unte e una volta seduta alla sua scrivania prese in mano il telefono e cominciò a pensare…

Pensava a cosa esprimere, lei aveva tanti desideri, tanti sogni nel cassetto che aspettavano solo che qualcuno li tirasse fuori, lei passava le ore davanti al computer e così buttava via le giornate. Aveva da un po’ smesso di studiare e non faceva nessuno sport; non si curava nemmeno più e i suoi capelli erano diventati lunghi, troppo, troppo lunghi e lei non si degnava nemmeno di andare dal parrucchiere. Tutto questo lo faceva per stare al computer… la sua era una semi dipendenza, anzi una dipendenza vera e propria.

Da bambina praticava la ginnastica artistica, era molto brava e sciolta, aveva partecipato a gare nazionali e aveva fatto ottimi risultati. Per il suo 14 compleanno le avevano regalato un nuovo computer. Lei aveva iniziato ad usarlo per lo studio e per divertimento, ma le sue doti tecnologiche si erano manifestate mentre lo utilizzava e lei aveva deciso di dedicare la sua vita al computer. Questo l’aveva portata ad abbandonare il suo sogno, la ginnastica artistica, a smettere di cantare, che, anch’esso era uno dei suoi sogni più grandi e di lasciarsi andare e non curare più il suo fisico e il suo aspetto.

Pensava a cos’era circa un anno fa. Era magra, aveva parecchi muscoli nelle gambe, aveva i capelli biondi e lunghi fin sopra le spalle e due occhioni verdi che non erano contornati dagli occhialoni neri che ora indossava. I suoi voti a scuola erano dei migliori e lei era la ginnasta più brava del suo corso. E ora cos’era?? In cosa si era trasformata?? Tutti questi pensieri le affollavano la mente, lei non sapeva nemmeno più com’ era, alta, magra, bassa?? Decise così di andare davanti allo specchio. Ne rimase stupita quando al posto di vedere quella bambina alta e magra, bella che era, al posto di vedere in lei un’atleta, vide solo una palla… lei si paragonava a una grossa palla con gli occhiali neri, la tuta del medesimo colore e le labbra e il mento sporchi di patatine… quello non era l’aspetto di una quindicenne. Sconsolata e delusa ci pensò un po’ su ed espresse il suo primo desiderio:

<<Vorrei che tornasse tutto com’era prima di ricevere il computer>>.

Si trovò avvolta da uno strascico di stelline dai colori dell’arcobaleno che in poco tempo la trasformarono in quella ragazzina tredicenne che era.

Andò davanti allo specchio. Si guardò e fu soddisfatta del suo aspetto fisico. Ma…il computer era sparito!! Era ritornata al giorno prima del suo compleanno. Il computer non gliel’avevano ancora regalato e lei non aveva ancora 14 anni. Capì allora che aveva buttato via un anno della sua vita stando al computer. Desiderò di avere 15 anni. Il suo desiderio si avverò. Diventò una quindicenne come si era immaginata di essere e riprese così la ginnastica artistica. Vinse la gara nazionale e vinse anche molte altre gare. Tornò ad uscire con i suoi amici e a studiare e ad essere una brava studentessa oltre che un’ottima atleta. Tra gli allenamenti e lo studio non ebbe più tempo di usare né computer né cellulare.

Passarono due anni e il giorno del suo 17 compleanno le regalarono una tv megaschermo.

La montò nella sua camera, ma decise di usarla il meno possibile  e di dedicarsi alle sue passioni.  

Venne convocata per un concorso di canto e i suoi genitori nel sentire la sua voce così bella e fluida chiamarono un insegnante di canto e pianoforte.

Iniziò a dedicarsi anche allo studio della musica e diventò brava anche in questo ambito.

Tra studio, sport e musica non aveva più uno spazio di tempo per gli amici, né per usare il telefono o il computer o la tv, quindi decise di ritagliarsene un po’ per rilassarsi e uscire.

Tornò a vivere le sue giornate al meglio e a non buttarle più “nella spazzatura” come faceva stando attaccata al computer tutto il giorno. 

La sua vita le piaceva molto e non sapeva più cosa esprimere per ultimo desiderio. Era felice e in fondo era quello che contava. A scuola nessuno la chiamava più Molesta, decise di conservare il suo ultimo desiderio per quando ne avrebbe avuto bisogno seriamente.

La sua vita continuò serena e felice per anni, ma quando ebbe 27 anni, fu incinta del suo primo figlio. Al settimo mese fu diagnosticato al bambino un problema serio e una volta tornata a casa espresse il suo ultimo desiderio:

<<Vorrei che mio figlio guarisse dal suo problema>>, il suo desiderio si avverò e il display di quel vecchio, malandato cellulare si spense e non si riaccese mai più. L’aveva accompagnata per 12 anni e aveva riassemblato il puzzle della sua vita. Lei aveva scelto di esprimere i desideri, e infatti d’inglese era proprio una frana.