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giovedì 1 dicembre 2011

L’urlo del vicino


La notte era buia, io avevo lavorato fino alle 2 e mi stavo svegliando.
Come al solito mi vestii bene, quel giorno avevo un importante caso da seguire, scesi  in cucina e mi accesi una sigaretta, mentre bevevo il caffè espresso, come sempre, e andai in bagno.
Il tempo di uscire che la anziana Terricci mi corse incontro e mi disse: <<Signor  Roberto … ho sentito un  urlo provenire dalla casa degli Andreucci  e mi sono preoccupata e all …>>
<<HAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA>>, uscì un urlo dalla casa del vicino.
<<Che cazzo era? Vado a vedere!>>, dissi
Andai a bussare ma nessuno rispose e allora andai sul retro e la porta era aperta, aprii ed era tutto buio ma continuai a camminare, l’entrata della camera da letto era aperta e allora misi la testa e vidi un’ombra nera, focalizzai meglio e vidi, sì, un uomo impiccato.
Chiamai la centrale e dissi di raggiungermi che c’era un cadavere.
Dopo tutte le analisi si trovarono le impronte della moglie sulla maglietta.
E così cominciammo a cercare la signora che non aveva più parenti a parte una sorella, che vive a Cuneo.
Arrivati a Cuneo, dopo un’ora di viaggio cominciai a cercare la casa, la trovai e bussai.
<<C’è nessuno?? Sono il sergente Santelli!>>, dissi.
La porta si aprì e sull’uscio sbucò una donna minuta e di mezza età.
<<Buongiorno, lei è la signora Maria?? Cerchiamo sua sorella!>>, spiegai.
<< È appena andata via perché??>>
<<Voglio sapere dove è andata!!! Subito!>>
<<Ha detto che partiva, per Londra, per lavoro … perché??>>
<<Sua sorella è ricercata per omicidio>> dissi e poi me ne andai.
Chiamai la centrale per i rinforzi e mi diressi verso l’aeroporto.


Arrivai all’aeroporto e per fortuna non era ancora partita e mi diressi verso il punto d’imbarco.
Vidi la signora e le dissi: <<Erika, lei è in arresto per l’omicidio di suo marito>>.
Cercò di dileguarsi, ma non riuscì e allora la portammo in gattabuia.
Il tribunale così decise di farle scontare 25 anni di pena.

venerdì 28 ottobre 2011

L'agente Harrison e la banda degli Sharks. Episodio 7

Una prima confessione.


<<Si accomodi ancora un attimo>> disse Harrison con voce gentile.
<< Che rapporti aveva con suo fratello?>>
<<Un rapporto non molto esaltante, ogni mese ci vedevamo, e ogni mese era sempre più distrutto…>>
Fece un bel respiro e aggiunse: <<Ogni mese era minacciato dagli SHARKS e io ogni volta dovevo sborsare per lui!>>.
<<Lei lo sa che con questa confessione noi la possiamo incriminare?>> disse Harrison stupito.
Lei chinò la testa e ribatté :<< È vero, ma mi sono stufata di coprire quei bastardi! Non mi fanno più paura ora che hanno ucciso mio fratello …>>
<<Mi potrebbe fare qualche nome?>> domandò l’agente.
<<Sì, Eric Steffard, Albert Bristol e Oliver Danson… Questi sono quelli che so.>>

domenica 13 marzo 2011

1 2 3 4 e POOOFFF

Driiin, driiin
<<Giovanni…Gio!!, svegliati sono arrivati i tuoi amici>>, disse mia mamma.
<<Adesso vado a vestirmi, tu vai ad aprire per favore!>>
Erano Alberto, Omar e Stefano, erano venuti per farmi compagnia.
<<Ciao>> mi dissero in coro; <<Come stai??>>.
Scendemmo in giardino e cominciammo a giocare a nascondino .
Il primo a contare fu Alberto.
Io corsi in cantina e sentii 1 2 3 4 e POOOOFFF, inciampai nella gamba del tavolo.
Mi risvegliai, non era successo niente, solo che il braccio sinistro era un po’ gonfio e allora corsi da mia mamma.
<<Mammaaaaaa, mammmaaaaa,  mamm??? Haaaaaaaaa un elfo!!>>
Presi un bastone e bammmm , sulla testa … ci rimase secco.
L’unico ad avermi visto fu un elfo basso che fuggì subito.
Lo seguii e capitai in una specie di villaggio.
Sentii parlare di un grande elfo che regnava in quel luogo e allora capii che dovevo parlargli e dirgli di risparmiarmi, ma ecco che di colpo delle guardie mi presero e mi portarono  dinanzi al capo che ordinò di uccidermi.
Velocemente presi la spada di una guardia e uccisi il re.
Le guardie mi bloccarono e zacchh mi tagliarono la testa e … driiin driiin, mi svegliai e c’erano mia mamma e  i miei amici, era solo un incubo …
Giovanni Cocco