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lunedì 6 aprile 2015

Il delitto incompleto (Noemi Gallace)


Il delitto incompleto

Asia: “Ciao Chiara,come va?”

Chiara: “Bene e tu?”

Asia: “Sì, più o meno”

Chiara: “Come mai?”

Asia: “Il mio ragazzo mi ha lasciata”

Chiara: “Mi dispiace tanto!”

Asia: “Sì, ma il fatto è che è da giorni che lo chiamo, ma non mi risponde”

Chiara: “Ma non ti preoccupare,forse non ti vuole rispondere”

Asia: “L’altro giorno sono andata a casa sua, non c’era nessuno, era tutto in disordine, sembrava un porcile”

Chiara: “Che strano”

Asia: “Lo so”

Chiara: “Magari si sono trasferiti”

Asia: “In così poco tempo?”

Chiara: “Hai ragione”

Asia: “Domani provo di nuovo ad andare a casa sua”

Chiara: “Ok, poi domani dimmi, io vado ciao baci”

Asia: “Certo, ciao, baci”

Il giorno dopo…


 

Chiara: “Ehi Asia, allora?? Ci sono??”

Asia: “Noooo!”

Chiara: “Non è venuto a scuola?”

Asia: “No, ormai è passata una settimana”

Chiara: “Devi indagare”

Asia: “ Sì, ma come faccio?”

Chiara: “Entra in casa sua”

Asia: “Come?”

Chiara: “Apri la porta con una forcina o entra da una finestra”

Asia: “Sì, va bene, ci proverò”

Asia: “Ma se non c’è nessuno?”

Chiara: “Se non c’è nessuno, prova a chiedere ai parenti,  se sanno qualcosa”

Asia: “Sicuramente sapranno qualcosa. Buona idea, grazie , ci sentiamo dopo”

Chiara: “OK   a dopo”

4 ore dopo…


 

Asia: “Ehi Chiara! Sono spaventata!”

Chiara: “Perché, cosa c’è’”

Asia: “Loro non c’erano, ma in compenso ho trovato un biglietto”

Chiara: “Cosa c’era scritto?”

Asia: “Non si capisce bene, ma mi sembra ci sia scritta una minaccia del tipo: “Siete morti! Presto vi verrò a prendere!””

Chiara: “Oh  mio Dio!”

Asia: “Ma è scritto con il sangue!”
Chiara: “Ma figurati Asia, mica è un film horror!”
Asia: “Invece sembra che lo sia!”
Chiara: “Forse hanno fatto uno scherzo, sarà ketchup! Comunque adesso calmati e ragiona”
Asia: “OK, ci provo, ma sono troppo agitata, non so se ci riesco”
Chiara: “Hai parlato con i parenti?”
Asia: “Non mi rispondono”

Chiara: “Che sfiga”

Asia: “Sì lo so”

Chiara: “Cosa hai intenzione di fare adesso?”

Asia:” Non lo so, forse andrò a consegnare il biglietto alla polizia.”

Chiara: “Non farlo, non ti crederanno, penseranno a uno scherzo.”

5 minuti dopo…


 

Chiara: ”Asia, perché non scrivi più?”

Asia: “Chiara sento dei rumori!”

Chiara: ”Asia non fare la fifona, saranno i tuoi genitori”

Asia: “Ma sono da sola a casa.”

Chiara: “Questa storia ti sta suggestionando, forse non ti dovresti immischiare.”

Asia: “Forse hai ragione, dovrei calmarmi”

Chiara: “A che ora arrivano i tuoi?”

Asia: “Nono so, sono fuori a cena con amici, comunque penso tardi”

Chiara: “OK”

Asia: “Però non sono tranquilla, continuo a sentire dei rumori”

Chiara: “Basta Asia, cerca di calmarti”

Asia: “Ma io li sento, sono strani, sembrano delle voci che sussurrano”

Chiara: “A volte ho l’impressione che tu mi stia prendendo in giro. Va beh, io vado, si sentiamo dopo”

3 ore dopo…


 

Chiara: “Ehi Asia”

Chiara: “Mi rispondi?”

Chiara: “Asia”

Chiara: “…”

Il pomeriggio del giorno dopo…


 

Asia: “Ehi Chiara”

Chiara: “Ieri sera mi hai fatto preoccupare, non mi rispondevi, pensavo ti fosse successo qualcosa dato che dicevi di sentire dei rumori”

Asia: “No, scusa, mi sono addormentata guardando la tv”

Chiara: “La prossima volta avvisa, comunque hai poi scoperto qualcosa di Nick?”

Asia: “No, niente, però non rinuncio, devo scoprire cosa è successo”

Chiara: “Sì, lo so, ma potrebbe essere pericoloso”

Asia: “Ma va, e poi anche se fosse, non mi importa, io devo ritrovare Nick e la sua famiglia”

Chiara: “OK, ma dico solo che devi stare attenta, lo dici adesso che non ti importa, solo perché non ti è ancora successo nulla”

Asia: “Ci sentiamo dopo, quando avrai voglia di aiutarmi e non di farmi la ramanzina”

Chiara: ”Va bene, ciao!”

Asia: “Ciao”


1 ora dopo…

 

Asia: “ Chiara scusa per prima, ma ho bisogno di te, ho paura…”

Chiara: “Senti di nuovo dei rumori?”

Asia: “Sì, forti, sembra che ci sia una presenza”

Chiara: “Chiama i tuoi genitori”

Asia: “Non posso, sono al lavoro…, oh no, è saltata la luce, ho paura, vieni qui…!

Chiara: “ Vorrei, ma non posso, sono dall’altra parte del mondo!”

Asia: “Chiara aiutami, ho paura!”

Chiara: “Asia!”

Chiara : “Asia, cosa è successo?”

Chiara: “Ti prego, rispondi”

Chiara: “Sono arrivati i tuoi dal lavoro?”

Chiara: “Eh”

Chiara: “Asia”

Chiara: “Asia!!!”

 

Il giorno seguente…

Chiara: “Asia, sono appena ritornata da scuola, hai indagato?”

Chiara: “Ehi rispondi”

Chiara: “Ti prego!”

Chiara: “Dove sei? Con chi sei? Stai bene?”

Chiara: “Rispondi!”

 

Una settimana dopo…

Chiara: “Asia, basta, rispondi”

Chiara: “Non mi piace questo scherzo”

Chiara: “Ma perché non rispondi”

 

2 settimane dopo…

Chiara: “Asia, è per via di quella storia che non mi rispondi più, vero?”

Chiara: “La storia di Nick!”

Chiara: “Ti avevo detto di non immischiarti”

Chiara: “Ti prego, adesso dove sei? Cosa ti è successo?”

Chiara: “Dovevo aiutarti”

Chiara: “Mi manchi”

Chiara: “Tanto…”

 

1 mese dopo…

Chiara: “Asia”

Chiara: “Asia”

Chiara: “Asiaaaa”

Asia: ASIA NON C’È PIÙ

 

mercoledì 25 febbraio 2015

L'assassinio (Noemi Gallace)


In un piccolo villaggio sperduto ai piedi di un monte, circondato da boschi e spesso avvolto da una fitta nebbia, si verificano degli strani fatti dove tutti i cani spariscono senza averne più traccia.

Tutto questo succedersi di avvenimenti mette tensione e inquietudine tra gli abitanti del piccolo paesino che non riescono più a trascorrere momenti sereni.

Ormai è trascorsa una settimana da queste sparizioni ma la polizia non riesce a capire e pensa solo ai dispetti del matto del paese.

Invece una notte, nella casa della sig. Brown urla e rumori di vetri spaccati rompono il silenzio della notte, lì viveva la vecchia bibliotecaria del paese.

Anche se il vicino Mr. Robert, sentiti i rumori, si precipita dalla signora purtroppo è troppo tardi, la sig. Brown giace in una pozza di sangue con la testa spaccata, qualcuno l’ha colpita di sorpresa.

La polizia circonda la casa e comincia a setacciare e seguire ogni traccia possibile.

I cittadini sono increduli dell’accaduto  perché conoscevano la Sig. Brown come donna molto taciturna ma comunque gentile e tranquilla.

Le indagini proseguono per lunghi giorni. Finché qualcosa colpisce l’agente Smith che trova una traccia, un mozzicone di sigaretta che viene analizzato per riuscire a risalire a chi apparteneva e che era stato trovato anche in alcuni luoghi dove i cani erano spariti.

Cominciano ad indagare su quella pista e escludono che sia stato il matto del paese ma risalgono a uno straniero, da poco venuto a vivere nel paesino e subito dopo il succedersi di tutti gli strani avvenimenti e poi l’omicidio.

Dopo averlo seguito e pedinato per molto tempo e fatto ricerche sul suo passato, ecco che un giorno quando tutto sembrava essere messo a tacere, il misterioso personaggio viene colto sul fatto cioè nella casa del delitto a frugare tra gli effetti personali della sig. Brown.

Scoperto e catturato, portato in commissariato dopo ore e ore di interrogatorio, ammette di essere lui l’omicida.

Praticamente lui era il figlio non voluto frutto di una relazione clandestina, e abbandonato in un orfanotrofio.

Per cui in lui si era scatenata una folle voglia di vendetta per aver vissuto male i suoi anni di infanzia e gioventù.

Dopo essere risalito alla vera madre aveva progettato il tutto per vendetta, e le sparizioni dei cani erano solo dei diversivi per non far pensare a lui.

 

 

 

Fineeeee…. Noemi Gallace.

mercoledì 17 dicembre 2014

Futuro & Tecnologia IV


Se cadi...rialzati...

...Molesta andò in bagno a lavarsi le mani e prese una spugna per sgrassare lo schermo del cellulare...arrivata dal cellulare con una semplice strofinata lo sgrassò, poi si mise sul letto a pensare a quei tre desideri, dopo nemmeno 10 minuti era pronta a confessarli al cellulare. Ecco i tre desideri di Molesta:

1 il suo primo desiderio consisteva, nell'avere tanti soldi a tal punto da costruire un'enorme fabbrica di dolciumi e schifezze varie...!

2 il suo secondo desiderio era di essere la più popolare nella scuola...!

3 il suo terzo ed ultimo desiderio era quello di vedere il suo futuro, e di vedere cosa le sarebbe toccato quando sarebbe poi stata adulta..!

Il cellulare con un'aria tutt'altro che allegra si mise all'opera per realizzare i desideri di Molesta.

Con una formula stranissima che faceva tipo:” RAMPA DAMPA DAMPA DU REALIZZIAMO QUELLO CHE VUOI TU!”, espresse il primo desiderio: in un'istante Molesta era immersa nelle banconote e il suo umore era alle stelle. Con tutte quelle banconote da cui era circondata, come aveva detto prima, voleva far costruire una fabbrica nel suo paese così che poi lei poteva ingozzarsi di tutte quelle schifezze, e venderle in un negozietto fatto da lei per vendere i prodotti, per guadagnare altri soldi per portar avanti la sua impresa, ma ci fu solo un piccolo disguido, in questa faccenda Molesta troppo occupata a mangiare schifezze e a pensare oltre che alla scuola anche a quella fabbrica diventò obesa a tal punto da pesare 100Kg, ecco il primo disguido della forse non opportuna sua scelta.

Con la stessa formula il cellulare espresse il secondo desiderio, Molesta pur essendo grassa e brutta era pur sempre la più popolare della scuola, tutti le correvano dietro come cagnolini, le pareti della scuola era tappezzate di sue foto, tutti le servivano da mangiare e persino le regalavano la merenda a cui ovviamente non diceva di no, vista la sua stazza.

Ma un bel giorno i ragazzi e le ragazze della scuola si stancarono di quella schiavitù e si ribellarono, Molesta rimase da sola senza amici, le foto sulle pareti vennero tolte, e per la merenda doveva accontentarsi della sua.

Molesta cominciò a capire la sua scelta, che forse non era stata così giusta, ma continuò lo stesso con l'ultimo desiderio di Molesta: era quello di vedere il suo futuro, il cellulare un po' perplesso le disse che se lei vedeva il suo futuro poi non sarebbe stata così bella la sua vita, se avesse saputo tutte le sorprese che la vita le riservava, ma a lei non interessava e quindi decise di procedere con il suo ultimo desiderio. Nello schermo del suo cellulare c'era rappresentata a grandi linee la sua vita, lei sopraffatta vide nella sua vita un sacco di sfortuna perché, come lei sapeva, anche le sue amiche avevano un cellulare in cui esprimevano i loro desideri, e loro certamente più furbe, non tutte espressero il desiderio dell'inglese, ma alcune di loro espressero tre desideri molto più furbi dei suoi, quindi lei si ritrovò nel suo futuro a casa senza che nessuno la considerasse.

Molesta si pentì amaramente della sua scelta perché adesso era messa veramente male, e visto e considerato il suo futuro si rimboccò le maniche, si alzò dal divano spense la televisione e andò in palestra, e così continuò finché non arrivò a un peso ragionevole. Si fece nuove amiche, e crescendo andò a un corso di inglese dove conobbe un ragazzo che ben presto divenne il suo adorato “AMORE”.

NOEMI GALLACE E FRANCESCA BOASSO