Visualizzazione post con etichetta Sara Maselli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sara Maselli. Mostra tutti i post

mercoledì 29 ottobre 2014

Lady Nas (racconto a puntate di Sara Maselli) V

La mattina seguente il re era fuori con Corin e quindi fu piú semplice partire. In viaggio c'erano Oben, Nas e altre due guardie tutti e due maschi.
Tutti e quattro erano a cavallo, Oben era in sella al suo amato Lamanche, uno stallone grigio chiaro con i calzini bianchi, le due guardie erano in sella a due cavalli tutti e due neri come il carbone che, se Nas aveva capito bene, si chiamavano Kerio e Gun; e invece Nas cavalcava il suo adorato Kim, un grande stallone marrone scuro, che le aveva regalato suo padre tredici anni prima, proprio l'anno in cui morì.


Cavalcando non ci volle molto ad arrivare a metà strada, decisero di passare la notte in un ostello, avevano prenotato delle camere, una per Nas e Oben e una per le guardie. Nas quella sera era un po' stanca con forti dolori alla schiena a causa di problemi femminili a voi ben noti, Oben le disse di stare tranquilla in camera, lui doveva andare a parlare con Huan, un vecchio commerciante di animali, che quella stessa sera era nell'ostello; Nas chiuse gli occhi ma la voglia di sapere di cosa stesse parlando era troppo forte.  La ragazza aveva mille pensieri per la testa, quella notte: di cosa stavano parlando quei due? Poi guardò il soffitto e vide un calendario fatto di pergamena e fili di lana, sorrise al pensiero che il suo compleanno era tra due giorni, ma ritornò seria quando pensò che non avrebbe potuto passarlo con Naxel e Corin.
 
 
La porta della camera da letto si aprì, lei si girò dal lato opposto, facendo finta di dormire. Era Oben che si tolse la maglietta, si mise un paio di pantaloni di tessuto, e si tolse gli scarponi, poi in tutta calma e silenzio si sedette sul letto, si raggomitolò nelle coperte e si addormentò. Nas era felice di non essere sola quella notte, e pensando a cose felici cadde nel sonno.  La mattina seguente a risvegliarla fu un bacio sulla guancia: con calma un po' insonne, Nas aprì gli occhi e vide Oben che le sorrideva. Tutti e due si alzarono, si cambiarono e si diressero verso le stalle.
 


 

Dall'interno della stalla, a fianco di quello di Kim, si sentiva un mugolio, Nas si avvicinò e rimase colpita da cosa vide: era un cucciolo, un piccolissimo cucciolo. Oben si avvicinò a Nas che moriva dalla voglia di toccare il cucciolo:<<Sorpresa Nas>>. Lei si bloccò, girò la testa verso di lui e gli si gettò al collo e iniziò a dargli bacetti sulle guance, poi aprì la stalla e il cucciolo le saltò in braccio.
Era una femmina di colore marrone; sembrava la corteccia di un albero, aveva gli occhi verdi come l'erba piena di rugiada la mattina, e proprio per questo gli occhi di Nas diventarono verdi con riflessi marroni.
Oben quando Nas cambiava colore degli occhi rimaneva colpito, ormai c'era più che abituato, ma ogni volta che lo faceva per lui era meraviglioso. Nas si girò verso Oben:<<La chiamerò Země (terra)>>, disse con un sorriso che fece emozionare Oben. 

domenica 5 ottobre 2014

Lady Nas (racconto a puntate di Sara Maselli) IV


Lo stesso giorno arrivò un messaggero a castello. Oben e Corin erano via. C’erano solo Nas e il re. Luxen prese la lunga pergamena in mano e iniziò a leggere. Nas attendeva che dicesse qualcosa.

Luxen finì di leggere di colpo, alzò gli occhi verso Nas e le disse con tono sconvolto di lasciare la stanza e tornare alle sue camere. Nas passò tutto il pomeriggio a pensare a cosa ci fosse scritto sulla pergamena e al perché lei con una bella giornata di sole dovesse rimanere rinchiusa in camera.



Il lungo silenzio venne interrotto da passi maschili che si avvicinavano alla sua camera. La porta si aprì e Oben entrò. Nas col sorriso sulla faccia gli chiese: “Non si bussa più?”

Lui ricambiò il sorriso, si sedette sulla morbida e avvolgente poltrona, poi con voce dolce e stanca le disse: “Stasera ti sarei grato se mi lasciassi andare a dormire invece di insegnarti a combattere.”

Nas fece un sospiro, poi sorrise di nuovo dicendo: “Certo, non ti preoccupare”. Lui la guardò negli occhi, poi si appoggiò nuovamente allo schienale della poltrona: “Sai che domani parto?”

“No, non lo sapevo. Dove vai?” chiese con curiosità Nas.

“Parto per la città di Broghenia.”

“Con chi?”, fece lei secca.

“Con due mie guardie, non ti preoccupare. In due giorni saremo al palazzo della regina”, disse lui rivolgendole un sorrisino.

“Bene! Vengo con te!” disse lei ricambiando la smorfia.”

 

Lo sguardo di Oben si fece serio: “Luxen non ti lascerà mai venire.”

“Se non lo farà, io verrò lo stesso. Lì è nata mia madre e sento che lì c’è un pezzo della mia infanzia, visto che è quello il posto dove sono nata”, disse lei sospirando.

Oben si mise una mano nei capelli e l’altra sullo stomaco: “Luxen non me lo perdonerà mai se ti porto con me!”

Lei lo guardò in modo tenero e gli disse: “Ti prego! Non vedo quella città da dodici anni. Portami con te.”

Lui si alzò dalla poltrona, si diresse verso la porta e prima di chiuderla dietro di sé sospirò: “Prepara la tua roba, che domani si parte.”

Gli occhi di Nas diventarono di mille sfumature di viola, saltò in piedi, gli corse incontro e gli diede un bacio sul naso sorridendo. Lui rise e le diede la buona notte.

sabato 27 settembre 2014

Lady Nas (racconto a puntate di Sara Maselli) II


 
Entrando nella sala da pranzo, ci fu una ventata di profumi che fece tornare il sorriso a Nas. Si sedette all’estremità del lungo tavolo, alzò lo sguardo e poi disse: <<Buon giorno mio signore.>> Non ci fu risposta. Solo dopo un po’ una voce forte e maschile iniziò a parlare: <<Buon giorno Lady Nas. Divertita ieri sera?>>

Nas arrossì e fece cadere il suo sguardo sul suo piatto, che era colmo di roba da mangiare. <<Scusa mio signore. Non credevo di fare così tardi!>>

Un secondo dopo che Nas ebbe finita la frase, le porte della sala si aprirono e entrarono due giovani: uno alto con corti e lisci capelli castani, occhi azzurri che si potevano confondere con il cielo la mattina; l’altro era muscoloso, alto, con capelli castano scuro e occhi che ricordavano il colore della corteccia della betulla. Tutti e due fecero un segno di saluto a Nas e si sedettero. Non ebbero tempo di prendere la forchetta che la mano del re batté sul tavolo così forte da far spaventare le guardie: <<Come vi siete permessi di disobbedirmi tutti e tre ieri sera?>>

Ci fu un secondo di silenzio e poi continuò: <<Se non volevo farvi uscire ieri sera, ci sarà stato un motivo! No? Stanotte sono morte tre persone, proprio vicino alla locanda dove ieri sera tutti e tre ve la spassavate!>>

Nas cercò invano di dire una parola ma subito il re disse: <<Corin, Oben e Nas… Gradirei una risposta!>>

Corin, il ragazzo dagli occhi cerulei, rispose un po’ intimidito: <<Padre, mi dispiace. Credevamo di non rimanere così tanto, ma poi il bicchiere di vino continuava a riempirsi e alla fine parlava anche per me…>> Poi Oben aggiunse con aria assente: <<Sì, proprio così.>> Nas non disse neanche una parola, lasciò che il silenzio parlasse per lei.

 
<<Nas! Da te non me lo aspettavo! Credevo che finalmente avessi capito quanto sei diversa e quanto i tuoi poteri possono essere distruttivi in mani sbagliate>>, aggiunse il re con fare arrabbiato. Dopo qualche minuto Nas decise di rispondere: <<Sì, lo so e mi dispiace. Non lo farò più.>>

Queste parole fecero rilassare un pochettino il re, che si mise la mano sopra gli occhi e sussurrò: <<Per oggi, Nas, resterai nel castello. Fuori devono calmarsi un po’ le acque…>>

La discussione terminò lì. Nas, Oben e Corin si alzarono e si diressero verso il giardino interno.