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domenica 31 maggio 2015
sabato 28 febbraio 2015
venerdì 9 gennaio 2015
sabato 13 dicembre 2014
lunedì 1 dicembre 2014
domenica 9 novembre 2014
mercoledì 29 ottobre 2014
Lady Nas (racconto a puntate di Sara Maselli) V
La mattina
seguente il re era fuori con Corin e quindi fu piú semplice partire. In viaggio
c'erano Oben, Nas e altre due guardie tutti e due maschi.
Tutti e quattro erano a cavallo, Oben era in sella al suo amato Lamanche, uno stallone grigio chiaro con i calzini bianchi, le due guardie erano in sella a due cavalli tutti e due neri come il carbone che, se Nas aveva capito bene, si chiamavano Kerio e Gun; e invece Nas cavalcava il suo adorato Kim, un grande stallone marrone scuro, che le aveva regalato suo padre tredici anni prima, proprio l'anno in cui morì.
Tutti e quattro erano a cavallo, Oben era in sella al suo amato Lamanche, uno stallone grigio chiaro con i calzini bianchi, le due guardie erano in sella a due cavalli tutti e due neri come il carbone che, se Nas aveva capito bene, si chiamavano Kerio e Gun; e invece Nas cavalcava il suo adorato Kim, un grande stallone marrone scuro, che le aveva regalato suo padre tredici anni prima, proprio l'anno in cui morì.
Cavalcando non
ci volle molto ad arrivare a metà strada, decisero di passare la notte in un
ostello, avevano prenotato delle camere, una per Nas e Oben e una per le
guardie. Nas quella sera era un po' stanca con forti dolori alla schiena a causa
di problemi femminili a voi ben noti, Oben le disse di stare tranquilla in
camera, lui doveva andare a parlare con Huan, un vecchio commerciante di
animali, che quella stessa sera era nell'ostello; Nas chiuse gli occhi ma la
voglia di sapere di cosa stesse parlando era troppo forte. La ragazza aveva mille pensieri per la
testa, quella notte: di cosa stavano parlando quei due? Poi guardò il soffitto e
vide un calendario fatto di pergamena e fili di lana, sorrise al pensiero che il
suo compleanno era tra due giorni, ma ritornò seria quando pensò che non avrebbe
potuto passarlo con Naxel e Corin.
La porta della
camera da letto si aprì, lei si girò dal lato opposto, facendo finta di dormire. Era
Oben che si tolse la maglietta, si mise un paio di pantaloni di tessuto, e si
tolse gli scarponi, poi in tutta calma e silenzio si sedette sul letto, si raggomitolò nelle
coperte e si addormentò. Nas era felice di non essere sola quella notte, e
pensando a cose felici cadde nel sonno.
La mattina seguente a risvegliarla fu un bacio sulla guancia: con calma
un po' insonne, Nas aprì gli occhi e vide Oben che le sorrideva. Tutti e due si
alzarono, si cambiarono e si diressero verso le stalle.
Dall'interno della stalla, a fianco di quello di Kim, si
sentiva un mugolio, Nas si avvicinò e rimase colpita da cosa vide: era un
cucciolo, un piccolissimo cucciolo. Oben si avvicinò a Nas che moriva dalla
voglia di toccare il cucciolo:<<Sorpresa Nas>>. Lei si bloccò, girò
la testa verso di lui e gli si gettò al collo e iniziò a dargli bacetti sulle
guance, poi aprì la stalla e il cucciolo le saltò in braccio.
Era una femmina
di colore marrone; sembrava la corteccia di un albero, aveva gli occhi verdi
come l'erba piena di rugiada la mattina, e proprio per questo gli occhi di Nas
diventarono verdi con riflessi marroni.
Oben quando Nas
cambiava colore degli occhi rimaneva colpito, ormai c'era più che abituato, ma
ogni volta che lo faceva per lui era meraviglioso. Nas si girò verso
Oben:<<La chiamerò Země (terra)>>, disse con un sorriso che fece emozionare Oben.
domenica 5 ottobre 2014
Lady Nas (racconto a puntate di Sara Maselli) IV
Lo stesso
giorno arrivò un messaggero a castello. Oben e Corin erano via. C’erano solo Nas
e il re. Luxen prese la lunga pergamena in mano e iniziò a leggere. Nas
attendeva che dicesse qualcosa.
Luxen finì
di leggere di colpo, alzò gli occhi verso Nas e le disse con tono sconvolto di
lasciare la stanza e tornare alle sue camere. Nas passò tutto il pomeriggio a
pensare a cosa ci fosse scritto sulla pergamena e al perché lei con una bella
giornata di sole dovesse rimanere rinchiusa in camera.
Il lungo
silenzio venne interrotto da passi maschili che si avvicinavano alla sua
camera. La porta si aprì e Oben entrò. Nas col sorriso sulla faccia gli chiese:
“Non si bussa più?”
Lui
ricambiò il sorriso, si sedette sulla morbida e avvolgente poltrona, poi con
voce dolce e stanca le disse: “Stasera ti sarei grato se mi lasciassi andare a
dormire invece di insegnarti a combattere.”
Nas fece
un sospiro, poi sorrise di nuovo dicendo: “Certo, non ti preoccupare”. Lui la
guardò negli occhi, poi si appoggiò nuovamente allo schienale della poltrona: “Sai
che domani parto?”
“No, non
lo sapevo. Dove vai?” chiese con curiosità Nas.
“Parto
per la città di Broghenia.”
“Con chi?”,
fece lei secca.
“Con due
mie guardie, non ti preoccupare. In due giorni saremo al palazzo della regina”,
disse lui rivolgendole un sorrisino.
“Bene! Vengo
con te!” disse lei ricambiando la smorfia.”
Lo sguardo
di Oben si fece serio: “Luxen non ti lascerà mai venire.”
“Se non lo
farà, io verrò lo stesso. Lì è nata mia madre e sento che lì c’è un pezzo della
mia infanzia, visto che è quello il posto dove sono nata”, disse lei
sospirando.
Oben si
mise una mano nei capelli e l’altra sullo stomaco: “Luxen non me lo perdonerà mai
se ti porto con me!”
Lei lo
guardò in modo tenero e gli disse: “Ti prego! Non vedo quella città da dodici
anni. Portami con te.”
Lui si
alzò dalla poltrona, si diresse verso la porta e prima di chiuderla dietro di
sé sospirò: “Prepara la tua roba, che domani si parte.”
Gli occhi
di Nas diventarono di mille sfumature di viola, saltò in piedi, gli corse
incontro e gli diede un bacio sul naso sorridendo. Lui rise e le diede la buona
notte.
sabato 27 settembre 2014
Lady Nas (racconto a puntate di Sara Maselli) II
Entrando nella sala da pranzo, ci
fu una ventata di profumi che fece tornare il sorriso a Nas. Si sedette all’estremità
del lungo tavolo, alzò lo sguardo e poi disse: <<Buon giorno mio
signore.>> Non ci fu risposta. Solo dopo un po’ una voce forte e maschile
iniziò a parlare: <<Buon giorno Lady Nas. Divertita ieri sera?>>
Nas arrossì e fece cadere il suo
sguardo sul suo piatto, che era colmo di roba da mangiare. <<Scusa mio
signore. Non credevo di fare così tardi!>>
Un secondo dopo che Nas ebbe
finita la frase, le porte della sala si aprirono e entrarono due giovani: uno
alto con corti e lisci capelli castani, occhi azzurri che si potevano
confondere con il cielo la mattina; l’altro era muscoloso, alto, con capelli
castano scuro e occhi che ricordavano il colore della corteccia della betulla. Tutti
e due fecero un segno di saluto a Nas e si sedettero. Non ebbero tempo di
prendere la forchetta che la mano del re batté sul tavolo così forte da far
spaventare le guardie: <<Come vi siete permessi di disobbedirmi tutti e
tre ieri sera?>>
Ci fu un secondo di silenzio e
poi continuò: <<Se non volevo farvi uscire ieri sera, ci sarà stato un
motivo! No? Stanotte sono morte tre persone, proprio vicino alla locanda dove
ieri sera tutti e tre ve la spassavate!>>
Nas cercò invano di dire una
parola ma subito il re disse: <<Corin, Oben e Nas… Gradirei una
risposta!>>
Corin, il ragazzo dagli occhi
cerulei, rispose un po’ intimidito: <<Padre, mi dispiace. Credevamo di
non rimanere così tanto, ma poi il bicchiere di vino continuava a riempirsi e
alla fine parlava anche per me…>> Poi Oben aggiunse con aria assente:
<<Sì, proprio così.>> Nas non disse neanche una parola, lasciò che
il silenzio parlasse per lei.
<<Nas! Da te non me lo
aspettavo! Credevo che finalmente avessi capito quanto sei diversa e quanto i
tuoi poteri possono essere distruttivi in mani sbagliate>>, aggiunse il
re con fare arrabbiato. Dopo qualche minuto Nas decise di rispondere:
<<Sì, lo so e mi dispiace. Non lo farò più.>>
Queste parole fecero rilassare un
pochettino il re, che si mise la mano sopra gli occhi e sussurrò: <<Per
oggi, Nas, resterai nel castello. Fuori devono calmarsi un po’ le acque…>>
La discussione terminò lì. Nas,
Oben e Corin si alzarono e si diressero verso il giardino interno.
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