sabato 28 febbraio 2015

Il mistero di Jake (Cristina Ursache)


   Il mistero di Jake

Erano le 7 del mattino e come sempre la sveglia suonò, e mi dovetti alzare, ero stra-stanca gli occhi mi si chiudevano, avevo proprio fatto male a fare tardi ieri sera, ma presi coraggio e andai a gettarmi una manata d’ acqua in faccia,  ma come al solito mio fratello Jake era chiuso in bagno da almeno mezz'ora a fare chissà che cosa, dopo che con fatica liberò il bagno feci la doccia e mi preparai per un’altra noiosissima giornata di scuola. Fatto colazione finalmente ero pronta, fuori c’era già papà che mi aspettava in macchina.
Era lunedì, il giorno che più odiavo in assoluto, l’ unica cosa bella era che a scuola avevo due amiche stupende con cui mi divertivo un sacco e il mio migliore amico (di cui ero segretamente innamorata) che mi dava un motivo in più per venire a scuola, ma... Dai basta parlare della mia vita privata ho già detto fin troppo, ah ancora una cosa, mi chiamo Jenna.
La giornata di scuola passò in fretta e quando arrivai a casa non potei entrarci, era tutta circondata da bande bianche e rosse e da cartelli per terra con i numeri come avevo visto solo nei telegiornali dopo gli omicidi, ero molto confusa e spaventata non capivo cosa fosse successo, nessuno mi diceva niente, la casa era tempestata di uomini in divise igieniche tutti con guanti e mascherine come fossero della scientifica, macchine di carabinieri con carabinieri che parlavano con le ricetrasmittenti e che parlavano di un “delitto”,  ambulanza, dottori, insomma un caos assurdo e io non capivo più nulla di quello che stava succedendo.
Ad un certo punto vedo uscire fuori mio padre che abbraccia mia madre in lacrime e gli chiesi cosa fosse successo.

Mi dissero che a casa c'era stata una rapina e che Jake era in casa e lo avevano ucciso.
Io scoppiai a piangere, per quanto ci litigassi sempre, lo odiassimo, ci picchiassimo sempre, era sempre il mio “dolce” fratellone , ora pensare di stare senza di lui è veramente una cosa dura,  mi mancherà.

Okay ora torniamo alla realtà, tutto questo trambusto durò fino a notte fonda, ricavarono tutte le prove che trovarono e ci dissero che ora non c'era niente da fare se non aspettare i risultati delle analisi, e che non avremmo potuto avere il corpo perché serviva per le indagini, insomma non sapevamo che fare. La notizia travolgeva tutti, per fortuna l’ intero paese e la famiglia ci erano accanto.

Però la nostra vita venne completamente travolta, i telegiornali non facevano che parlare di quello, interviste ovunque, serate fino a tardi in procura insomma questo omicidio provocava un gran parlare.

Durante una notte sentii un rumore strano, mi terrorizzai all’ istante, temevo che fossero di nuovo i ladri e che sta volta avrebbero preso di mira me, ero terrorizzata nonostante i miei 15 anni andai a rifugiarmi nel lettone dei miei genitori che invece dissero di non aver sentito nulla e mi spedirono a letto, eh sì dopo la morte di Jake erano diventati più freddi e distaccati che mai, non parlavano più di tanto, erano sempre con il broncio e mi trattavano male, capisco che sono in lutto tutti lo siamo anche io ma così mi stavano facendo sentire una merda insignificante, l’ultima rimasta. Comunque torniamo al punto , il rumore, quel benedetto rumore che solo io sentivo, ma com'era possibile che gli altri no? Era come se qualcuno bussasse ripetutamente alla mia porta, ma cercavo di convincermi e di ripetermi che era solo un’illusione che i fantasmi non esistono che è tutto frutto della mia fantasia , ma non riuscivo, questo rumore si ripeteva e poi ad un tratto rallentò fino a smettere, tirai un sospiro di sollievo e provai a chiudere gli occhi per riaddormentarmi e sentii una risata malefica:<muahahahahah farai la stessa fine di tuo fratello io sterminerò voi e tutta la vostra stirpe, io vi odio e vi maledico famiglia Dorfman>>; a quel punto ero davvero terrorizzata piantai un urlo fortissimo svegliando  così i miei genitori, che mi presero per pazza, e mi dissero subito di andare a dormire, ero triste spaventata e incavolata perché nessuno mi credeva, sentivo un’agitazione mai provata, avevo le palpitazioni e il cuore batteva fortissimo mi sentivo il petto esplodere, non capivo cosa accadeva, ma era come se lo spirito di un defunto ci perseguitasse e c’entrasse qualcosa con la morte di mio fratello.
Durante uno degli interrogatori lo dissi ma mi risero subito tutti in faccia, mi sentivo stupida quindi lasciai perdere. Le indagini proseguivano, non si sapeva ancora molto si sapeva solo  che era successo tra le 10 e le 11 del mattino e che i ladri erano 4 uomini che dal fisico si collocano tra i trenta e i quaranta anni, abbiamo queste poche informazioni a causa delle telecamere del vicino ma non si capisce chi siano dato che erano tutti bendati e irriconoscibili, i dubbi ora si devono al fatto che è stranissimo che nessuno abbia visto nulla, visto che era giorno pieno, ma per ora nessun testimone è presente, si è trovata una traccia di DNA ma corrisponde ad un uomo di 39 anni che faceva il donatore di sangue che però è morto 4 anni fa per un cancro quindi si riparte da zero, la casa è sempre tempestata di gente, le persone vanno e vengono non c'è tregua mai. Le giornate passano la mia famiglia ed io siamo sempre più freddi e tristi, in casa non c'è più l’ atmosfera di prima, anche a scuola mi trattano come una povera senza tetto, è vero che mi avevano derubato mezza casa portandosi via ogni genere di cosa dai computer ai tablet ai gioielli di mamma ai piatti di porcellana e persino il lampadario di cristallo, ma il tetto ce l’ avevo comunque, ora penserete che con il tablet e i computer riusciremo a rintracciare i colpevoli ma i ladri sono troppo furbi e ripristinano completamente tutto. Il caso era molto complicato.
Le sere in famiglia erano una tristezza a tavola non si sentiva alcun altro rumore che le posate sbattere sul piatto, non facevamo più feste né uscite era una vita monotona senza senso e non mi piaceva perché si pensava solo a quello e quindi si metteva tutti i giorni il dito nella piaga.
Il problema più grave per me era che ogni notte questo spirito mi tormentava, ogni notte mi diceva la stessa frase, io non capivo perché ce l’avesse così tanto con la mia famiglia, cosa mai gli avessimo fatto di così male che ci tormentava così.

Le indagini stavano proseguendo le novità stavano arrivando, si cominciava a trovare un altro DNA compatibile con il figlio di quello defunto a cui si credeva appartenere il DNA di prima, quello fu arrestato e dopo un po’ di tempo si decise a confessare chi fossero i suoi complici furono tutti arrestati.

Infine io non riuscivo a capire perché ogni notte quello spirito mi tempestava ma dopo un po’ smise.
Infine riavemmo il corpo di mio fratello e riuscimmo a fare un funerale bellissimo, parteciparono un sacco di persone e gli organizzammo veramente un funerale da sogno  con palloncini bianchi e di tutto e di più era veramente amato, tutti i suoi amici parteciparono e il suo ricordo resterà sempre nei cuori di tutti.
Cristina Ursache


Una serata al cinema (Nicole Storsillo)


Una serata al cinema

Nicole: ciao Swami cm stai?

Swami: bn tu?

Nicole: ankeio

Swami: ok

Nicole: Ti piacerebbe Sabato andare al cinema insieme?

Swami: si mi piacerebbe molto, ma che film danno?

Nicole: La casa degli spiriti.

Swami: va bn sarà sicuramente avvincente e pauroso!!

Nicole: ok allora passo a prenderti alle ore 15:00, oppure se preferisci ci vediamo davanti al cinema.

Swami: preferisco che mi passi a prendere perché mia mamma non ha la macchina.

Nicole: che ne dici se dopo il cinema ci facciamo una passeggiata e andiamo a prenderci un gelato?

Swami: bella idea, così per cena posso invitarti a casa mia?

Nicole: ti ringrazio per l'invito ne sono molto contenta ciao a domani.

Swami: buona notte amica mia, a domani.

Nicole: buongiorno Swami, dormito bn?

Swami: si certo e tu?

Nicole: ankeio grazie!!

Swami: allora ci vediamo oggi alle 15:00?

Nicole: sicuramente.

Swami: Ti dispiace se con noi viene un'altra amica?

Nicole: No di certo ne sono ben felice, più siamo meglio è!!

Swami: ok grz sei una vera amica!!

Nicole: scusami non riesco più a mandarti i mex perché sto esaurendo il credito nel telefonino.

Swami: ok ci vediamo oggi!!

Swami: Ciao Nicole hai visto che tempaccio? Viene giù tanta di quella neve che sarà impossibile uscire di casa!! Mi sa che dobbiamo rimandare al prossimo sabato!!! So che non puoi rispondermi perché sei senza credito, spero che sei riuscita a leggere il mex..

 


Un terribile avvenimento la notte di Halloween (Nicole Storsillo)


Camminavo a passo svelto, ero tutta sudata, era la notte di Halloween, non potevo credere a ciò che avevo visto nella casa della mia vicina, una vecchia molto antipatica che aveva perso il marito nella notte di Halloween, per questo motivo ogni anno per vendicarsi si divertiva a fare scherzi ai bambini del tipo spaventarli con le bambole sporche di sangue o a non darli le caramelle.

Io fui una di questi bambini.

Pensavo che fosse un incubo, che di li a poco mi sarei svegliata ma non fu così.

La strada buia era illuminata dai lampioni, altri ragazzi passavano il tempo facendo baldoria e a bussare nelle case facendo dolcetto o scherzetto.

Finalmente arrivai a casa mia, avevo solo dieci anni, mi misi a cercare le chiavi nella borsa mentre, le mani mi tremavano, ero sconvolta.

Aprii la porta, le luci si accesero in automatico, in quel momento l’impianto di luci che mio padre fece istallare mi era stato utile, mi sedetti sulla poltrona ad aspettare e a ripensare a tutto quello che avevo visto.

Sentii un rumore, stavo per svenire erano solo i miei genitori che erano tornati dalla festa da una loro amica. Mia madre corse verso di me, chiedendomi cosa avessi e come mai ero già a casa, io le dissi che avevo mal di pancia perché avevo mangiato troppe caramelle, non volevo farla spaventare. Dopo aver inventato una scusa, decisi di andare a dormire, lì avrei potuto finalmente capire cosa era davvero successo.

Quella sera stessa non riuscivo a chiudere occhio allora incuriosita di quello che teneva in casa la vecchia, decisi di infiltrarmi in casa sua.

Aprii la mia porta di casa senza fare rumore, attraversai la strada ed ecco arrivata davanti, mi feci coraggio ed entrai, feci attenzione all’allarme che aveva installato.

Una volta dentro c’erano un sacco di stanze, entrai in una a caso, incuriosita iniziai a guardarmi intorno, dentro era pieno di foto del marito e bambole sporche di sangue con cui faceva spaventare.

Qualche secondo dopo qualcosa mi fece spaventare, non vidi niente perché era tutto buio, so solo che era una sagoma, urlai, volevo scappare, mi girai verso la porta e mi trovai la vecchia faccia a faccia, che mi prese tenendomi in ostaggio per qualche ora, dicendomi che non dovevo assolutamente entrare in casa sua se non per un motivo valido.

La vecchia si girò verso la cucina, vidi che sfilava un coltello allora provai a slegarmi ma non feci in tempo così la vecchia mi accoltellò.

I miei genitori sentirono le urla e chismsrono al polizia,  la vecchia venne arrestata e io mi salvai per miracolo.

Dopo qualche giorno sul giornale c’era un articolo che parlava di quanto era successo.

Sono passati tre mesi e l’incubo della vecchia è solo un ricordo.

 

Un'avventura allo zoo (Valentina Saluzzo)


-Ciau Matty
-Ciau Jenna J

-come va?
-bn e te?

-bene grazie.
- k fai di bello oggi?

-vado allo zoo tu?
-Anke io!! Ci incontreremo 
allora!

-Si che bello!!
-ti piacciono gli zoo
Jenna?

-si molto e a te?
-sii. Scusa Jenna vado a
prepararmi ci vediamo la        
allora ciauuuu ;)

-ciau Matty a dopo! J

-Jen dv 6?

-alla foresta dove si trovano le scimmie.
- ti raggiungo subito!

- a tra poco. Ps, c’e una persona

strana che mi insospettisce.

Sono sola vieni subito ti prego!
-arrivo!


-Matty! Vieni subito!
-eccomi sn dietro
l’albero a est. Sto
arrivando!

-stai dietro l’albero! Non venire qui.

Osserva l’uomo con il cappello rosso.

 Guardalo bene senza farti notare.

Non ti sembra sospetto?
- oddio Jenna! Che ha                 
nella tasca destra?
Io da qua non vedo                          
 abbastanza bene,
ma posso intuire…

-appunto per quello che mi

insospettisce. A me sembra una

pistola! È una pistola! Matty!! -_-
-se ne sta andando! Svelta                         
Jen inseguilo! Nn farti
beccare!

-okay! Non raggiungermi!

Stammi lontano così sarà

più facile tenerlo d’occhio.
- okay.


-Matty dove sei?
           - sn esattamente
dietro quel tipo. Nn mi               
sembra una bella        
persona. X nnt!

- Che fa?
- parla al tel cn un
certo Jake Rosati

- lo cerco su internet aspe.
-okay

 

-eccolo! Questo è Jake Rosati

serial killer ricercato! Cerca

di scopri il nome del nostro

sospetto.
-oddio Jenna. Il nostro                
sospetto si chiama Collin.
Il cognome nn lo so.

-continuiamo a seguirlo!
-okay

-Jenna qll’essere sta                
avvelenando le        
    tartarughe giganti! Le     
sta ammazzando 
tt. Sn a rischio di           
estinzione cavolo!

-Matty, collin mi ha notata, mi ha

vista. Corri dalle guardie del parco

 avvertile di tutto. Sto scappando

da lui!
-Oddio! Vado subito
-Jen? Ci 6?
-Jen??????????


-Matty! Vai dalle guardie e

digli che sono legata dietro

il recinto delle tigri corri!!

Sta avvelenando anche loro

 e tra poco lo farà anche

con me!
       -stanno arrivando!


-Grazie Matty per avermi salvata!
-prego! Abbiamo                       
salvato gli animali              
insieme!

-si! Te ne sarò grata per sempre!

Ti voglio bene. Vado a dormire.

Notte J
-Notte Jenna <3

La casa nuova (Valentina Saluzzo)

La casa nuova

È un bellissimo giorno di luglio, il 23 luglio e stiamo andando nella nuova casa comprata da mio padre.

La nostra vecchia casa era troppo piccola per la mia numerosa famiglia… non avevamo più spazio e così siamo stati costretti a trasferirci.

Io sono Mia, la terza di cinque fratelli, la mia famiglia, come ho già detto  è molto numerosa; la primogenita è Chloë, poi c’è Alex, poi ci sono io, e poi i gemellini Denny e Jacob.

La mia vecchia casa un po’ mi manca, ma non è quello il vero motivo della mia tristezza nell’aver lasciato Springs Hill, in Florida, il vero motivo è che mi mancherà la mia scuola, i miei amici, le spiagge sempre assolate e i tramonti sul mare. Cerco di valutare i pro e i contro della situazione mentre sono in viaggio per Indianapolis  in Indiana; i pro sono che avrò una villa grande con piscina e che potrò avere cavalli cani e gatti nel mio grande giardino, conoscerò nuovi amici e andrò in una scuola più prestigiosa di quella in cui andavo, i contro sono che non vedrò più i miei amici, la mia scuola e le spiagge in cui sono cresciuta.

Mi sono persa in questi pensieri per ore e ora che sono arrivata non sto più nella pelle!!! Voglio vedere la mia nuova casa!!

Il giardino è meraviglioso, la piscina è enorme e la casa è di un bianco abbagliante. Entro nella grande casa e rimango a bocca aperta per lo stupore… tutti i mobili sono al loro posto lucidi e in ordine. Salgo le scale alla ricerca della mia camera. Entro e per poco non svengo dalla felicità, questa è la camera che ho sempre sognato, con la cabina armadio un letto enorme pieno di cuscini e carta da parati alle pareti, parquet sul pavimento e un meraviglioso tappeto zebrato di pelliccia con sopra un puff rosso a forma di cuore.

prima notte…

Caspita che incubo che ho avuto!! Ero in una casa senza porte né finestre e il pavimento sembrava volermi spiaccicare contro il soffitto. Nell’attimo precedente al mio spiaccicamento una voce profonda mi ha detto: <<io sono il tuo assassino, sei alla fine>>, poi sono morta spiaccicata.

Che sogno terribile, meno male che è una finzione!! Non sono più riuscita a dormire.

Oggi è il mio primo giorno di scuola, chissà come sarà.

Entro nella mia classe, una ragazzina dai lunghi capelli neri e dagli occhi di ghiaccio mi dice: <<Ciao! Sono Jessica, puoi sederti vicino a me se ti va, tu come ti chiami?>>

<<Mia, piacere!>>

<<dove abiti?>> mi chiede.

<<abito nella villa bianca in north college Avenue, la casa numero 45. Te?>>

<<New York street, casa numero 36, tu invece abiti in quella casa con la piscina? Quella con un immenso giardino?>>

<<sì, proprio quella>>

È sbiancata e se n’è andata; non capisco il perché della sua reazione… boh.

Le lezioni sono finite e finalmente rivedo Jessica. Le vado incontro per chiederle spiegazioni e le dico: <<perché prima hai avuto quella reazione?>>

<<perché… beh…la tua casa…>>

<<che ha la mia casa?>>

<<nulla>> mi dice e se ne va.

Torno a casa e medito, faccio i compiti e esausta vado a dormire.

Seconda notte…

Cavolo un altro incubo! Che paura stavolta! Ero in un ospedale e uno zombie mi stava prendendo a coltellate e nell’attimo prima della mia morte la stessa voce profonda ripeteva <<io sono il suo assassino, sei alla fine>>. Il fatto è che non era la zombie a dirlo, ma una persona che non si vedeva, che non c’era nel sogno, era una voce familiare, l’avevo già sentita altre volte ma non riesco a capire a chi appartiene.

Un altro giorno di scuola è iniziato e cerco di fare amicizia.

Una ragazza di nome Marianna si avvicina a me e dopo averla conosciuta le chiedo: <<quella ragazza, Jessica, è strana! Ieri mi ha chiesto dove abitavo e dopo avergli detto che abito nella villa bianca nella north College Avenue è scappata e se n’è andata senza parlarmi più. Non capisco il perché della sua reazione!>>

<<Beh, io, io non so perché ha reagito così, ma so che ci sono strane leggende riguardo a quella casa. Non ne so molto, forse Jessica ne sa molto più di me in questo argomento; nessuno conosce a fondo Jessica perché è un tipo strano, in quanto alle leggende, beh qualcosa ne so, ma Jessica ne sa più di tutti. Questo è sicuro>>

<<quali leggende ci sono?>> inizio a spaventarmi.

<<si dice che circa 14 anni fa, circa un anno prima della nostra nascita, in quella casa vivevano due coniugi e un labrador retriver. Erano una famigliola felice, la donna aspettava una bambina che doveva essere meravigliosa, proprio come i suoi genitori. Ma un giorno, la donna comprò una bambola di pezza, era il misto dei genitori aveva i capelli neri come il papà e gli occhi color ghiaccio come la mamma. Loro si aspettavano che la figlia fosse proprio come quella bambola, graziosa ma allo stesso tempo forte.

Quel che non sapevano era che la bambola nascondeva un enorme segreto, un segreto che nessuno seppe mai svelare, che nessuno scoprì mai.

Giorni dopo l’acquisto della bambola il marito cadde in una strana forma di depressione e iniziò a tremare quasi come avesse il morbo di Parkinson.

La donna lo portò dai dottori ma loro gli dissero che non ci sarebbe stato nulla da fare e che la sua ora era vicina. In preda alla disperazione la giovane coppia si rinchiuse in casa. L’uomo iniziò a diventare violento, menava la donna causandole ferite e lesioni gravi; si dice che fosse posseduto da qualcosa.

Passarono così due mesi e giunta al nono mese di gravidanza la donna partorì una bellissima bambina che era proprio come si immaginavano i coniugi.

Quando la mamma e la figlia tornarono a casa l’uomo era in preda all’ira- era diventato un mostro, per così dire e prese un coltello e la uccise con venti pugnalate al cuore. Era il 20/02/2001.

Nascose poi i suoi resti tra le assi e ricoprì tutto con la carta da parati. Poi scomparve e non si seppe più nulla di lui, né di sua figlia, né del cane.

Dicono che la bambola abbia al suo interno lo spirito inferocito della mamma che si vuole vendicare con chiunque trovi la bambola. E si dice anche che tra le mura di quella casa scorra sangue e che chiunque ci rimanga più di un anno cada nella depressione.>> non so cosa rispondere e le dico: <<Io non ci credo>>

<<come vuoi ma stai attenta>> sono turbata, molto turbata.


Ho passato insonni tutte le notti che sono stata qui.

Penso sempre a quello che mi hanno detto le mie compagne. Anche Annalisa, Matteo, Michelle e Alessio mi hanno detto le stesse cose che mi ha detto Marianna.

Sto facendo un giro nel giardino, ho scorto una cosa in lontananza, vado a vedere. Oh no! No! No! No! È la bambola di pezza! Che faccio ora?! Respira! Respira! Okay beh è solo una leggenda, una leggenda,tranquilla! Uff…

Trentunesima notte…

Mi sono svegliata con la medesima voce che mi ha parlato per tutte le trentuno notti passate qui.

Ma questa volta non ho paura. La voce mi ha detto anche che è intrappolata nei miei sogni e che sono la prescelta.

Questa notte ho sentito anche un'altra voce; una voce femminile che mi ha detto: <<devi rivendicarmi! Io ormai sono dentro di te e farai tutto quello che ti dirò di fare. Tu sei mia! Devi uccidere Jacob e bruciare i suoi resti. Sono stata uccisa.>>

Allora vado ad applicare i miei ordini.

Sto entrando nella camera dei gemelli. Prendo Jacob e lo porto fuori in giardino. A quel punto prendo un coltello e gli trafiggo il cuore. Poi prendo benzina e accendino e gli do fuoco.

Torno nel mio letto e per la prima volta mi addormento.

L’indomani mattina la mia famiglia è in subbuglio. Chiamano subito i carabinieri che iniziano le ricerche, ma io ho seguito alla lettera le istruzioni che mi erano state date e nessuno mi scoprirà!

Sono a casa da sola. Sono le 14.00 e mi annoio. Inizio chissà per qual motivo a volare, sto volteggiando in aria e risento quella voce femminile che mi dice <<vai a tagliare la testa al tuo cane con la motosega e strappagli i bulbi oculari.>>

Vado volteggiando in aria dal mio cane e mentre accendo la motosega gli dico: <<muori stupido cane! Ti odio.>>

Per ampliare la sua sofferenza inizio a tagliarli la testa, ma piano così che posso sentirlo piangere e poi gli strappo i bulbi oculari mentre è ancora vivo. Appena è morto lo sotterro nel giardino dei vicini. <<Ciao bello!>>


Sono passati 2 mesi da quando sono arrivata qua.

Ho trovato nascosto sotto il legno del pavimento della mia camera un vecchio album fotografico. Lo sfoglio e ci sono tante foto della famiglia che abitava qua. Noto però che la coppia non aveva una sola bambina, ma due. Due gemelle diverse. Una con i capelli neri e gli occhi di ghiaccio, l’altra… l’altra è proprio come me. Ha i capelli biondi e gli occhi verdi. La mamma ha gli occhi color ghiaccio e i capelli biondi, il papà i capelli neri e gli occhi verdi. La somiglianza tra me e quella nella foto è notevole. Anche la somiglianza tra Jessica e quella nella foto è notevole. La foto rappresenta due neonate la mamma e il papà felici.

Sento di nuovo la voce femminile

<< io sono la tua vera mamma. Mi chiamo Grace Hudson. Sono morta ormai, tu sei stata adottata. Non ti chiami Mia, ti chiami Margot. E tua sorella è Jessica. È stata adottata anche lei. Si chiama July. Vai da lei e parlale. Non è stato tuo padre biologico a uccidermi. Io non so chi è stato. Scoprilo tu! E rivendichiamo la nostra famiglia.>>

Corro subito a casa di Jessica, o July e le parlo. Le dico tutto. Lei è a conoscenza di tutto. Lei ha la mia bambola, quella uguale a me e dentro di lei regna lo spirito di nostro padre. Anche lui è morto.

Sogniamo la stessa cosa tutte  le notti. E quella voce appartiene a… a… allo zio Mark. Lo zio Mark è mio zio; ma è anche lo zio di Juli. È lui che ha rovinato la nostra famiglia.

Io e July sentiamo la voce dei nostri genitori che all’unisono dicono: <<uccidetelo! Vivisezionatelo.>>

Io e July eseguiamo l’ordine.


Sono passati 5 mesi e la voce della mia mamma biologica mi dice:

<<devi morire. Ucciditi! Anche July deve morire!>>

Ho preso un coltello e me lo sono piantato nel cuore. Ora il mio corpo è per terra e la mia anima sta fluttuando in aria.

Anche quella di july, della mamma e del papà sono qua vicino a me. Facciamo la strage e uccidiamo tutta la mia famiglia e quella di July. È stato bellissimo vedere le loro facce terrorizzate nel vedere le nostre anime fluttuare, e anche vederli soffrire dal dolore è stato stupendo.

Abbiamo rivendicato la nostra famiglia e ora siamo insieme per spaventare e uccidere chiunque vivrà nella nostra casa nel futuro. Muahaha!!

Testo giallo di Riccardo Rombolà








La bambina (Andrea Nicola)


LA BAMBINA

IN UNA VILLA ANTICA DI 200 ANNI, IN PERIFERIA DI UNA GRANDE CITTA', VIVEVA UNA FAMIGLIA FORMATA DA TRE PERSONE.

IL PAPA' SI CHIAMAVA LUIGI AVEVA 49 ANNI, LA MAMMA GIOVANNA AVEVA 44 ANNI MENTRE IL FIGLIO GIANLUCA NE AVEVA APPENA COMPIUTI 16.

IL PAPA' LUIGI ERA: ALTO, ABBASTANZA GRASSOTTELLO, GLI PIACEVA FARE SPORT, SIA TENNIS CHE GOLF ED ERA MOLTO CORAGGIOSO ED INTELLIGENTE.

IL FIGLIO GIANLUCA ERA ANCHE LUI ALTO, MAGRO, PRATICAVA DUE SPORT COME IL PADRE, CALCIO E GOLF; ERA UN RAGAZZO MOLTO ASTUTO ED INTELLIGENTE E ANCHE PIUTTOSTO SIMPATICO, D'ALTRA PARTE AVEVA PRESO TUTTO DA SUO PAPA'.

LA MAMMA GIOVANNA, INVECE, ERA UNA BELLA DONNA ANCHE LEI MOLTO SIMPATICA, MA NON MOLTO SPORTIVA, PREFERIVA LEGGERE LIBRI E GUARDARE LA TELEVISIONE.

LA VILLA CHE AVEVANO ERA SU DUE PIANI, MOLTO GRANDE ALL'INTERNO, PIUTTOSTO BELLA E CON IL GIARDINO; CONFINAVA PERO' CON UNA VECCHIA CASA ABBANDONATA DA MOLTI ANNI.

LA VILLA DELLA FAMIGLIA AVEVA ANCHE UNA SOFFITTA MOLTO CAOTICA DA DOVE OGNI TANTO PROVENIVANO DEI RUMORI SPAVENTOSI TIPO PORTE CHE SBATTONO E LAMENTI.

UNA SERA COME TUTTE LE ALTRE LA FAMIGLIA SI MISE SUL DIVANO A GUARDARE LA TELEVISIONE; FINITO IL FILM GIANLUCA E GIOVANNA VANNO A DORMIRE, MENTRE IL PADRE SI ADDORMENTA SUL DIVANO.

AD UN CERTO PUNTO, NEL DORMIVEGLIA, LUIGI SENTE COME SE QUALCUNO LO VOLESSE SVEGLIARE, ALZA LA MANO E GLI SEMBRO' DI TOCCARE DEI CAPELLI SOTTILI MA QUANDO SI SVEGLIO' VIDE CHE NON C’ERA NESSUNO.

IL PADRE, ALL'INIZIO, PENSAVA CHE FOSSE STATA LA MOGLIE A FARGLI UNO SCHERZO ED ANDO' A DORMIRE NEL LETTO ANCHE SE NON ERA PROPRIO TRANQUILLO. IL MATTINO RACCONTO' ALLA MOGLIE ED AL FIGLIO QUELLO CHE GLI ERA CAPITATO MA GIOVANNA DISSE CHE LEI DORMIVA E NON AVEVA FATTO PROPRIO NIENTE DI TUTTO CIO’.

LUIGI CONTINUAVA A NON CAPIRE COSA GLI FOSSE SUCCESSO ED ERA UN PO' TURBATO MA POI SI DIMENTICO' DEL FATTO.

ALCUNE SETTIMANE DOPO, COME SEMPRE SI ERA ADDORMENTATO SUL DIVANO DOPO CENA E, AD UN CERTO PUNTO SENTI' DI NUOVO UNA PICCOLA MANO CHE GLI TOCCAVA LE ASCELLE E LA TESTA; SI SVEGLIO' DI SCATTO E DI NUOVO NON C'ERA NESSUNO.

IL MATTINO SUCCESSIVO, DURANTE LA COLAZIONE, LUIGI RACCONTA DI NUOVO QUELLO CHE GLI ERA ACCADUTO; A QUEL PUNTO A TUTTA LA FAMIGLIA VIENE UNA GRANDE PAURA, SOPRATTUTTO A GIANLUCA.

DECIDONO DI FARE ALCUNE RICERCHE E SCOPRONO CHE NELLA CASA VICINA, QUELLA ABBANDONATA, MOLTI ANNI PRIMA ERA MORTA UNA BAMBINA PER CAUSE INCERTE.

ALLORA IL FIGLIO, SENZA DIRE NIENTE Al GENITORI, UN MATTINO PRESTO RIUSCÌ' AD ENTRARE NELLA CASA SCAVALCANDO IL CANCELLO E SFONDANDO UNA PORTA DI LEGNO MARCIO E , GIRANDO PER LA CASA, ENTRO' IN UNA STANZA DOVE TROVO' SOTTO UN LETTO SENZA MATERASSO, UNA FOTO DI UNA BAMBINA MAGRA CON I CAPELLI LUNGHI E SOTTILI DAVANTI AL VISO.

GIANLUCA PORTO' A CASA LA FOTO, LA FECE VEDERE AI GENITORI ED AL PADRE SEMBRO' DI RICONOSCERE LA PERSONA CHE LO AVEVA TOCCATO DUE VOLTE MENTRE ERA SUL DIVANO.

DA ALLORA IN POI NESSUNO DELLA FAMIGLIA DORMI' PIÙ' SUL DIVANO PER PAURA DELLA PRESENZA DELLA BAMBINA SENZA NOME E DOPO AVER VISTO LA TV SE NE ANDAVANO A DORMIRE SUBITO A LETTO TUTTI INSIEME.