domenica 21 dicembre 2014

Futuro & Tecnologia XIII


Futuro e tecnologia

Loredana andò a lavarsi le mani unte e una volta seduta alla sua scrivania prese in mano il telefono e cominciò a pensare…

Pensava a cosa esprimere, lei aveva tanti desideri, tanti sogni nel cassetto che aspettavano solo che qualcuno li tirasse fuori, lei passava le ore davanti al computer e così buttava via le giornate. Aveva da un po’ smesso di studiare e non faceva nessuno sport; non si curava nemmeno più e i suoi capelli erano diventati lunghi, troppo, troppo lunghi e lei non si degnava nemmeno di andare dal parrucchiere. Tutto questo lo faceva per stare al computer… la sua era una semi dipendenza, anzi una dipendenza vera e propria.

Da bambina praticava la ginnastica artistica, era molto brava e sciolta, aveva partecipato a gare nazionali e aveva fatto ottimi risultati. Per il suo 14 compleanno le avevano regalato un nuovo computer. Lei aveva iniziato ad usarlo per lo studio e per divertimento, ma le sue doti tecnologiche si erano manifestate mentre lo utilizzava e lei aveva deciso di dedicare la sua vita al computer. Questo l’aveva portata ad abbandonare il suo sogno, la ginnastica artistica, a smettere di cantare, che, anch’esso era uno dei suoi sogni più grandi e di lasciarsi andare e non curare più il suo fisico e il suo aspetto.

Pensava a cos’era circa un anno fa. Era magra, aveva parecchi muscoli nelle gambe, aveva i capelli biondi e lunghi fin sopra le spalle e due occhioni verdi che non erano contornati dagli occhialoni neri che ora indossava. I suoi voti a scuola erano dei migliori e lei era la ginnasta più brava del suo corso. E ora cos’era?? In cosa si era trasformata?? Tutti questi pensieri le affollavano la mente, lei non sapeva nemmeno più com’ era, alta, magra, bassa?? Decise così di andare davanti allo specchio. Ne rimase stupita quando al posto di vedere quella bambina alta e magra, bella che era, al posto di vedere in lei un’atleta, vide solo una palla… lei si paragonava a una grossa palla con gli occhiali neri, la tuta del medesimo colore e le labbra e il mento sporchi di patatine… quello non era l’aspetto di una quindicenne. Sconsolata e delusa ci pensò un po’ su ed espresse il suo primo desiderio:

<<Vorrei che tornasse tutto com’era prima di ricevere il computer>>.

Si trovò avvolta da uno strascico di stelline dai colori dell’arcobaleno che in poco tempo la trasformarono in quella ragazzina tredicenne che era.

Andò davanti allo specchio. Si guardò e fu soddisfatta del suo aspetto fisico. Ma…il computer era sparito!! Era ritornata al giorno prima del suo compleanno. Il computer non gliel’avevano ancora regalato e lei non aveva ancora 14 anni. Capì allora che aveva buttato via un anno della sua vita stando al computer. Desiderò di avere 15 anni. Il suo desiderio si avverò. Diventò una quindicenne come si era immaginata di essere e riprese così la ginnastica artistica. Vinse la gara nazionale e vinse anche molte altre gare. Tornò ad uscire con i suoi amici e a studiare e ad essere una brava studentessa oltre che un’ottima atleta. Tra gli allenamenti e lo studio non ebbe più tempo di usare né computer né cellulare.

Passarono due anni e il giorno del suo 17 compleanno le regalarono una tv megaschermo.

La montò nella sua camera, ma decise di usarla il meno possibile  e di dedicarsi alle sue passioni.  

Venne convocata per un concorso di canto e i suoi genitori nel sentire la sua voce così bella e fluida chiamarono un insegnante di canto e pianoforte.

Iniziò a dedicarsi anche allo studio della musica e diventò brava anche in questo ambito.

Tra studio, sport e musica non aveva più uno spazio di tempo per gli amici, né per usare il telefono o il computer o la tv, quindi decise di ritagliarsene un po’ per rilassarsi e uscire.

Tornò a vivere le sue giornate al meglio e a non buttarle più “nella spazzatura” come faceva stando attaccata al computer tutto il giorno. 

La sua vita le piaceva molto e non sapeva più cosa esprimere per ultimo desiderio. Era felice e in fondo era quello che contava. A scuola nessuno la chiamava più Molesta, decise di conservare il suo ultimo desiderio per quando ne avrebbe avuto bisogno seriamente.

La sua vita continuò serena e felice per anni, ma quando ebbe 27 anni, fu incinta del suo primo figlio. Al settimo mese fu diagnosticato al bambino un problema serio e una volta tornata a casa espresse il suo ultimo desiderio:

<<Vorrei che mio figlio guarisse dal suo problema>>, il suo desiderio si avverò e il display di quel vecchio, malandato cellulare si spense e non si riaccese mai più. L’aveva accompagnata per 12 anni e aveva riassemblato il puzzle della sua vita. Lei aveva scelto di esprimere i desideri, e infatti d’inglese era proprio una frana.

 

 

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