giovedì 14 novembre 2013

Armony

Nel 1876, in una notte buia e fredda, in una casetta di montagna, nacque  una bambina molto strana e diversa da tutte le altre, che venne chiamata Camilla.

Dodici anni dopo…

Con il passare degli anni la bambina cresceva forte e bella, aveva lunghi capelli lisci color rame, proprio come sua mamma Loren, gli occhi verde smeraldo e un bel viso che emanava solarità. Due o tre giorni dopo, una famiglia con una bambina che aveva un anno in meno di Camilla  si trasferì vicino a casa loro. La bimba si chiamava Penelope, era tutto il contrario  di Camilla, aveva i capelli neri, lunghi e a boccoli, ed aveva dei piccoli ma vispi occhietti marrone scuro. Un giorno Penelope invitò Camilla a casa sua per giocare un po’ con i pochi giochi che possedeva e iniziarono a giocare.
La settimana seguente andando a comprare patate e carote per fare una  zuppa, Loren e Camilla videro uno strano uomo con   la pelle bianca  come se non avesse mai visto la luce del sole e gli occhi neri  con dei luccichii rossi che se ne stava all’ombra di una casa. L’uomo muovendo appena il dito fece cenno a Loren di andargli vicino, come se la conoscesse da molti anni. Loren disse a Camilla di stare ferma dove era e che sarebbe tornata subito. I due entrarono in una taverna. Passati quaranta minuti finalmente Loren uscì, ma Camilla  si accorse che Loren aveva gli occhi rossi proprio come se avesse pianto, e  fece finta di niente, fino a quando sua mamma non le disse che dovevano parlare  seriamente di una cosa importante. Tornate a casa Camilla vide sua mamma spaventata  da qualcosa o  qualcuno come se avesse i minuti contati prima di uno scontro tra pianeti.
Loren iniziò col  dirle: “Amore mio, ti voglio tanto bene, io ti ho cresciuta in modo tale da avere  un carattere forte e intelligente; spero, e so, che non cadrai mai nella rete degli inganni che persone cattive ti potranno tendere. Devi sapere che quando la tua mamma era piccola, era tanto innamorata di un ragazzo; ma poi ho scoperto che era una persona, anzi un mostro che faceva e fa ancora male alla gente, allora appena mi disse chi era e che cosa era mi sono spaventata e arrabbiata con lui ma la paura più grande è per quello che potrebbe succedere a te”.
Camilla si mise a piangere perché non capiva ma aveva paura di cosa poteva accaderle, stava tremando e voleva sapere cos'era il ragazzo misterioso. La madre continuò: "Più avanti, quando io mi sono sposata con tuo papà, quell’altro era geloso e allora voleva rovinarmi la vita trasformando mio marito, il mio più grande amore, in un mostro...in un vampiro". Camilla sentì un vuoto nel suo piccolo cuoricino e stava per svenire, non capiva più nulla, ma Loren le disse ancora che l'uomo le aveva proposto una scelta finale: se lei fosse  tornata con lui per il resto della sua vita avrebbe lasciato in pace la sua famiglia.
Allora Camilla capì quello che l'aspettava e si mise a correre senza pensare più a nessuno, voleva solo andare via. Entrando nella foresta di quadrifogli, lontana settecento metri da casa sua, Camilla si mise a piangere. Dopo qualche ora tornata a casa vide Loren con un borsone e un fagottino davanti alla porta di casa pronta per andarsene via per sempre dalla sua vita. Camilla era triste come non lo era mai stata. Loren si inginocchiò e le disse di non cacciarsi nei guai e che doveva pensare che lo faceva per il suo bene di andarsene via di casa. Allora senza dire altre parole Camilla le diede un abbraccio che trasmetteva tutte le cose che le avrebbe voluto dire. Loren si alzò e con un passo incerto si incamminò verso il bosco, scomparendo per sempre dalla vita di Camilla...
Erano giorni bui quelli successivi alla partenza di Loren, era andata via e Camilla non sapeva più che cosa fare, voleva sapere che fine aveva fatto la sua mamma  e cosa  le stesse capitando; da quel preciso momento decise che avrebbe fatto di tutto per trovare sua madre.
Camilla prese il suo paio di zoccoletti, un po’ di cibo e un mantello nero fatto di lana creato a mano da sua madre e partì. Poche settimane dopo non aveva ancora scoperto chi era  il misterioso uomo che aveva ricattato sua madre, ma lo stesso pomeriggio si avventurò nel bosco dei troll, e dopo essersi ben avventurata all’interno sentì un fruscio, un movimento di foglie  che si muovevano dietro di lei e preparandosi ad urlare per la paura si voltò lentamente e vide un inatteso essere: sembrava un lupo, era completamente bianco, con delle grosse zampe e degli occhi stranamente grandi e verdi proprio come Camilla. Essa si girò e sugli occhi di tutti e due ci fu una scintilla come se avessero lo stesso DNA. Camilla avanzò lentamente, batté le palpebre e si avvicinò e gli mise la mano sopra la sua testa… Gli chiese: “Chi sei tu?” Il lupo rispose: “Io sono Sebastian”
“Perché parli?”
“È la mia natura parlare, è da tredici anni che parlo e non credo che smetterò mai!!” 
“Ma perché sei venuto qui?”

“Ma quante domande fai? E comunque sono qui per aiutarti a trovare tua madre”.
Camilla si bloccò,  le venne di nuovo il buco nello stomaco e i suoi occhi iniziarono a lacrimare, ma asciugò le lacrime e continuò il suo discorso:
“Tu come fai a conoscere mia madre?”
“Io sono stato proprio come te tormentato da quell’uomo orribile che ha rapito mio padre e mi ha trasformato in un lupo perché ho cercato di trattenerlo a casa”.
Sebastian annusando  l’aria chiese: “Ma lui ti ha trasformato in qualcosa, vero? Sento puzza di una qualche creatura!”
“Sì, mi ha trasformata in un vampiro da piccola”.
Sebastian era un po’ scosso per quello che gli aveva appena detto, perché i vampiri sono proprio dei mostri. Continuarono a parlare fino a sera e, dopo avere acceso un bel fuoco, si misero a dormire. La mattina seguente Camilla si alzò, ma non vide Sebastian. Lo aspettò per un bel po’, poi  lo vide arrivare con un pollo in bocca: “Cosa ci fai con quel pollo?” chiese lei. “Lo mangiamo, mi sembra alquanto ovvio!”
“Io non mangio gli animali, sono vegetariana.” 
“Ma cosa stai dicendo? Magari non mangi gli animali di per sé ma il loro sangue credo che lo devi bere… almeno i vampiri fanno così.”
“Io no! Anche se lo sono non berrò mai il sangue di un povero essere vivente.”
“Senti non sono un esperto ma so che più diventi grande e più hai bisogno di bere sangue perché se no ti ritroverai senza forze.”
“Io per adesso non lo bevo! Ok?”
Finita la piccola discussione Sebastian iniziò a mangiare il pollo, e dopo si misero in viaggio per trovare la madre di Camilla e il padre di Sebastian. Si trovarono davanti a una palude orribile e fosca, piena di scarafaggi e insetti di tutti i tipi. Camilla si chiese come potessero lei e Sebastian oltrepassarla. Sebastian aveva una strana espressione sulla faccia, e continuava ad annusare l’aria come se ci fosse qualche cosa che non andava. Camilla chiese: “C’è qualcosa che non va?”, il lupo rispose: “Sì, sento puzza di garrarufa”.
“Cosa sono i garrarufa??”
“Sono dei grandissimi pesci con lunghi denti e un deforme posteriore.”
Camilla si spaventò, ma pensò a sua madre e fece un passo in avanti e sprofondò in un’orribile e puzzolentissima melma; Sebastian prese con la bocca la manica della sua maglia cercando di tirarla fuori dalla poltiglia, ma non ci riusciva. Il lupo sentiva sempre più intenso l’odore di garrarufa, dopo più di 20 minuti sprecati in tentativi per tirarla fuori, Sebastian lo sentiva vicino a loro… ranh! Proprio davanti apparve il garrarufa con la bocca aperta pronto a mordere e tirando con tutta la forza che aveva in corpo Sebastian riuscì a tirar fuori Camilla dal pantano e si misero a correre fino ad arrivare in un boschetto al sicuro dal mostro.
Dopo aver preso un po’ di respiro, decisero che Camilla doveva costruire delle armi se voleva sopravvivere, allora dopo aver acceso un fuoco, Camilla prese una pietra affilata, Sebastian un bastoncino largo ma non troppo lungo e con una corda di liana legarono i pezzi insieme e affilarono bene la lama. Molto stanchi si misero a dormire dopo aver deciso che dovevano farsi una barca per oltrepassare la palude. La mattina successiva cercando le travi per fare una zattera videro una piccola canoa un po’ rotta abbandonata e decisero che potevano aggiustarla. La portarono nella palude, la misero dentro alla melma e iniziarono a navigare. Dopo un’oretta videro la riva, dopo essere scesi dalla barca continuarono il loro cammino, ma trovarono un indesiderato ostacolo: una grossa montagna scura e cupa. Camilla disse: “Sebastian come facciamo a oltrepassarla?” Lui rispose: “Non lo so, ci sto pensando… Senti facciamo così: Camilla, io vado a fare il giro della montagna e vedo se possiamo passarle intorno, tu aspettami qui.”
Dopo molto tempo però Camilla, non vedendo tornare più Sebastian, allora fece il giro della montagna e lo trovò legato a testa in giù su un albero, prese il suo coltellino e lo slegò; tutto spaventato le disse: “Dobbiamo andarcene subito! Lui in qualche modo lo sapeva che noi saremmo andati a cercare i nostri genitori e ha mandato uno come lui a cacciarci! Dobbiamo far perdere le nostre tracce Camilla, oppure ci farà fuori.” Camilla sentì per due o tre volte un brivido dietro alla sua schiena; tutti e due si guardarono negli occhi e capirono che era vicino a loro il vampiro che voleva ucciderli. Si misero a correre come non avevano mai corso prima, non guardavano dietro di loro ma certe volte controllavano se c’erano tutti e due. Camilla sentì all’improvviso una spinta forte nei piedi e non vedeva più nulla, come se corresse così veloce da non poter vedere gli alberi attorno. Dopo aver corso più di 4 km, Camilla si fermò credendo di aver seminato il vampiro, ma non vedeva più Sebastian. Allora si spaventò perché credeva che l’avesse catturato il vampiro, ma per fortuna il lupo spuntò fuori dalla nebbia un po’ malinconico ma ancora vivo e quella era l’unica cosa che contava. Camilla senza pensarci neanche un secondo lo abbracciò con tutto l’amore che aveva in corpo e Sebastian non si tirò assolutamente indietro.
Camilla gli disse che sarebbero dovuti andare via da lì all’istante. Andando a passo molto veloce raggiunsero un posto nascosto dove avrebbero potuto passare la notte. La mattina seguente mettendosi ancora una volta in viaggio, videro finalmente il castello dove pensavano abitasse l’uomo vampiro; da una stradina di sassolini colorati con sfumature del nero e del rosso, entrarono nel castello e sentirono le urla del padre di Sebastian che chiedeva aiuto; corsero da lui, aprirono la cella con un coltellino e gli tolsero le catene. Camilla sorpresa di non vedere anche sua madre incatenata si chiese dove era stata rinchiusa. Lo chiese al padre di Sebastian e con orrore seppe che sua madre aveva passato dei giorni veramente terribili e che era stata uccisa.
Camilla si buttò a terra sommersa dalle lacrime, non poteva credere che sua madre era morta per mano dell’uomo che l’aveva amata, era così arrabbiata con se stessa e con tutto ciò che la circondava che si sentiva in dovere di riscattare la morte di sua madre uccidendo quell’orribile mostro.
Prese nelle mani il coltello fatto da lei e Sebastian e si mise a correre sulla lunga scalinata del castello con le lacrime che cadevano come macigni sulla sua faccia, entrò nella stanza dove c’era l’uomo e gli corse incontro cercando di infilzare il coltello nel cuore, ma non ci riuscì perché il vampiro si mosse velocemente schivando il colpo.
Camilla gli ringhiò incontro, mettendo in mostra i suoi lunghissimi e affilati canini e, sempre continuando a piangere, tentò di nuovo di ucciderlo, ma lui la prese e la buttò per terra facendole sbattere la testa… Ma si rialzò con il ricordo di sua madre che le sorrideva.
Il vampiro la prese per il collo e la sbatté più volte a terra, fino a che Camilla perse i sensi. L’uomo prese il suo pugnale e lo puntò su Camilla dicendo che sua madre era una bellissima donna proprio come lei: alzò il braccio, Camilla chiuse gli occhi pronta per morire ma......  Dietro all'uomo c'era Sebastian che con un balzo prese il collo del vampiro e glielo spezzò. Subito dopo corse da Camilla che riusciva a stento a respirare ma si guardarono negli occhi molto intensamente e proprio come per magia tutte le ferite di Camilla sparirono. Il motivo era molto semplice: le ferite si erano rimarginate perché la prima volta che si erano guardati negli occhi erano stati felici e sereni e il solo ricordo di quel momento la fece stare bene e guarire. Dal viso di Camilla uscì una sola e ultima lacrima che era rosso sangue, e come la goccia cadde le sparirono i canini. Dopo, sia Camilla sia Sebastian chiusero gli occhi e lui si trasformò in un ragazzo; aprirono gli occhi e si diedero un abbraccio molto più potente di un bacio. Dopo essersi alzati Camilla, Sebastian e suo padre andarono via dal castello. Pochi mesi dopo Camilla e Sebastian si costruirono una casa, dove vissero in armonia.

Se volete sapere cosa succede negli anni seguenti:
  1.  Il padre di Camilla si trovò un’altra moglie e una volta all'anno andavano a trovare Camilla e la sua nuova famiglia.
  2.  Il vampiro amico dell'uomo che perseguitava Camilla e Sebastian si trovò una nuova professione: quella dell'infermiera.
  3.  La garrarufa che stava per aggredire Camilla e Sebastian finì sul tavolo di un ristorante giapponese.
  4.  E per finire Sebastian e Camilla si sposarono, ebbero due figli e vissero sempre felici e contenti.......ma questa è un’altra storia. 



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